Salute

Bronchiolite e profilassi perché contano i tempi di accesso

di Brunella Farina

Avviare la profilassi prima che il virus respiratorio sinciziale cominci a circolare permette di proteggere i bambini fin dall’inizio della stagione epidemica. Nella prima campagna nazionale, tra il 2024 e il 2025, alcune regioni hanno iniziato le somministrazioni a novembre, altre a gennaio. Nei mesi di attesa una parte dei lattanti è rimasta esposta al virus. Ora che è in corso la campagna 2026-2027, gli studi su quella prima esperienza aiutano a capire quanto l’organizzazione dei servizi possa influire sui risultati della prevenzione.

Che cosa ci dicono i ricoveri

Uno studio coordinato dalla Sapienza di Roma e pubblicato nel 2026 su The Lancet Regional Health – Europe ha confrontato i ricoveri per bronchiolite prima e dopo l’introduzione di nirsevimab. Il farmaco è un anticorpo monoclonale che fornisce una protezione contro il VRS. Nei 30 ospedali universitari di 15 regioni coinvolti nella ricerca, i ricoveri dei bambini sotto i 12 mesi sono diminuiti del 48% tra le stagioni 2023-2024 e 2024-2025. È calato anche il ricorso alla terapia intensiva.

Nelle notizie sullo studio compare anche una riduzione dell’84%. Il dato deriva da un’analisi statistica che tiene conto anche dei diversi tempi di avvio delle campagne. Per leggere correttamente il risultato occorre quindi distinguere il calo effettivamente registrato negli ospedali dalla stima ottenuta attraverso il modello.

La ricerca ha considerato le bronchioliti da qualsiasi causa e documenta un’associazione tra l’introduzione della profilassi e la diminuzione dei ricoveri. Il carattere osservazionale dello studio richiede prudenza nell’attribuire l’intera riduzione al farmaco.

I bambini rimasti fuori dalla prima campagna

La ricognizione pubblicata dalla Società Italiana di Pediatria nell’aprile 2025 documenta le differenze nei tempi di avvio della profilassi sul territorio nazionale. Nella stagione 2024-2025, 11 regioni avevano cominciato le somministrazioni tra la fine di ottobre e novembre e altre 6 a dicembre, mentre Abruzzo e Umbria erano partite a gennaio. La Valle d’Aosta aveva anticipato il resto del Paese, avviando il programma nella stagione precedente. Sebbene l’intesa Stato-Regioni dell’ottobre 2024 avesse previsto l’accesso gratuito, la possibilità di ricevere la profilassi fin dall’inizio della stagione epidemica dipendeva quindi dal calendario adottato nella propria regione.

L’accesso alla profilassi dipendeva anche dal mese di nascita, perché i neonati venuti alla luce durante la campagna potevano ricevere la dose direttamente in ospedale, mentre per i lattanti nati nei mesi precedenti occorreva contattare le famiglie e fissare gli appuntamenti attraverso i pediatri e i servizi vaccinali. In 6 regioni, i ritardi organizzativi e la carenza di dosi avevano contribuito a limitare l’offerta ai nati durante la stagione epidemica, lasciando fuori dal programma una parte dei bambini che affrontavano per la prima volta la circolazione stagionale del virus.

Anche lo studio su 4 centri italiani pubblicato nel settembre 2025 su Infectious Disease Reports ha esaminato campagne avviate in momenti diversi e con differenti criteri di accesso. Il confronto suggerisce di valutare insieme la data di partenza e la capacità dei servizi di raggiungere i bambini già nati. Sono aspetti che possono limitare il beneficio della profilassi, perché determinano quanti lattanti ricevono la protezione e per quale parte della stagione.

Come organizzare la protezione prima della stagione epidemica

Nel settembre 2025 la Società Italiana di Pediatria e la Società Italiana di Neonatologia avevano chiesto criteri uniformi per tutti i bambini alla prima stagione epidemica. Le indicazioni prevedevano di somministrare la profilassi prima della circolazione stagionale ai lattanti nati nei mesi precedenti e prima della dimissione ai neonati venuti alla luce durante la stagione. Per applicarle servono dosi disponibili in tempo e appuntamenti programmati anche per le famiglie che hanno già lasciato il punto nascita.

Nella campagna 2026-2027, i programmi aggiornati di Lombardia e Lazio prevedono percorsi anche per i bambini nati in primavera e in estate, attraverso pediatri e servizi territoriali. Le famiglie possono verificare con il pediatra o la propria ASL quali date di nascita danno accesso alla somministrazione e come prenotarla. Poiché casi di bronchiolite possono verificarsi anche dopo la profilassi, resta utile sapere che cosa osservare in un lattante con la bronchiolite e rivolgersi al pediatra per valutare i sintomi.

Autrice

Brunella Farina è giornalista pubblicista e SEO copywriter. Scrive di gravidanza, maternità e salute dei bambini su www.mammawriter.it e cura i contenuti digitali di aziende e professionisti su www.bruwriter.it.

Redazione

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