Londra. Si intitola “Amateur” il decimo album di inediti di Cesare Cremonini, in uscita il 23 ottobre.
All’O2 Shepherd’s Bush Empire c’è stato l’esclusivo concerto per presentare in anteprima l’album: dopo gli stadi e i grandi spazi live, Cremonini ha scelto per una sola notte la dimensione raccolta dello storico teatro londinese, alla città in cui questo album è nato e, soprattutto, alla dimensione che più gli appartiene, quella del palco e della musica suonata dal vivo.
Con Cremonini è stato Donny McCaslin, straordinario sassofonista statunitense protagonista di “Blackstar”, l’ultimo album di David Bowie, che ha preso parte alla realizzazione del nuovo album “Amateur”; sul palco una formazione di musicisti italiani e internazionali per dare ancora più valore alla musica suonata dal vivo, da Zach Danziger (batteria) a Nicola ‘Ballo’ Balestri (basso), Alessandro Magnanini e Alessandro De Crescenzo (chitarre), Alessio Natalizia (polistrumentista), Leonardo Caligiuri (pianoforte e tastiere), Jury Magliolo e Gianluigi Fazio (cori); sezione fiati: Matt Roberts (tromba, flicorno e arrangiatore sezione fiati), James Copus (tromba e flicorno), Dan Higham (trombone), Simon Marsh (sax alto e flauto), Graeme Blevins (sax tenore e clarinetto), James Allsopp (sax baritono e clarinetto basso).
«Il palco mi deve far abbandonare in un luogo di travestimento e di teatro – ha confidato – Riesco a riconoscermi perché è una paura e il pubblico ti mette alla prova con l’amore per la vita e la realtà scompare: credo sia necessario trasformare la vita delle persone attraverso l’evento della musica. Passare dal palco alla gente senza filtri è un cordone culturale puro».
Cesare Cremonini sarà in tour da novembre ad Ancona, Bologna, Torino e Milano
“Amateur” segna un nuovo, netto capitolo nel percorso artistico di Cremonini: è stato scritto, suonato e registrato senza intelligenza artificiale.
«L’album è nato dall’esigenza e dalla sensazione che a volte nella vita, ma soprattutto in una carriera lunga come la mia, devi saper lasciare la presa e metterti in pericolo – ha osservato – Non che non l’abbia fatto in passato, ma questa volta era un po’ come quando sei attaccato a una fune che sai che ti farà cadere in acqua anche se non sai nuotare».
L’album è stato anticipato da “Paparazzi”, brano adrenalinico che fatica a trovare riferimenti nella musica italiana attuale, unendo diversi linguaggi che non vengono semplicemente accostati, ma finiscono per generare qualcosa di estremo eppure fortemente immediato; Fabri Fibra entra con una sua strofa sulla parte strumentale, dando al brano una forma nuova rispetto al singolo già pubblicato.
«Questo brano ha quel suono ruvido e adrenalinico degli esordi, di una band uscita dalla periferia di Londra – ha puntualizzato – È il suono che avevo voglia di sentire accendendo la radio: ho cercato di crescere insieme alla mia musica e alla fine ho scoperto che il punto d’arrivo era godere della libertà di farla. Suonare dimenticandosi di sé, tornare esordienti, togliere la maschera dell’artista e della carriera così da potersi sorprendere».
Cesare Cremonini per la prima volta insieme a Salmo, nella title track di “Amateur”.
«A Londra Salmo è stato il mio angelo custode, è diventato il mio Virgilio: ogni selva oscura ha bisogno della sua guida e io ho trovato un amico – ha rivelato – Vorrei comunicare questo con il titolo “Amateur”: un gesto artistico, oltre che un album di canzoni».
Entra nel racconto del disco anche Malika Ayane che è in “Cose molto piccole”.
«Credo che oggi dovremmo tornare alle certezze, come la sensibilità – ha confessato – Viviamo in un tempo che esprime e ostenta fragilità continuamente e continuiamo a giudicarle e a raccontarle, ma occorre fare un passo in più: capire quale verità c’è lì dentro: è una riflessione che ci porta inevitabilmente a fare i conti con noi stessi».
Al fianco di Cremonini in “Amateur” compare Sig, il personaggio dal teschio dorato che accompagna visivamente il progetto, musicista e figura simbolica che incarna il ritorno al sound e all’attitudine delle band e il desiderio di scarnificare il suono e l’immagine del pop, liberandoli dal superfluo; la sua figura nasce dal cortocircuito tra morte e lusso, desiderio e rappresentazione, e guarda al celebre teschio di Damien Hirst, che trasforma un antico simbolo di mortalità in un oggetto abbagliante e seducente. Sig concentra così su di sé ciò che si accumula intorno alla musica e all’artista, lasciando a Cremonini la libertà di riportare al centro il suono.
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