Il presidente francese Emmanuel Macron rilancia la strategia europea per difendere l’industria automobilistica dalla concorrenza internazionale, accelerare l’elettrificazione e rafforzare la sovranità produttiva dell’Unione europea. Nel corso delle dichiarazioni al Salone dell’automobile, il capo dell’Eliseo ha affrontato anche la guerra in Ucraina, l’aumento dei prezzi dei carburanti e le proteste studentesche, delineando le priorità economiche e politiche della Francia.
Sul fronte industriale, Macron ha sottolineato la necessità di garantire condizioni di concorrenza eque tra i produttori europei e quelli extraeuropei, con particolare attenzione alla concorrenza cinese nel settore dei veicoli ibridi. Ha inoltre annunciato che sono in fase di definizione le intese con la Germania per rafforzare la protezione dell’industria continentale, sostenere la decarbonizzazione e stabilire criteri condivisi sul contenuto europeo dei veicoli e dei loro componenti.
Secondo i dati citati dal presidente, a settembre 2026 oltre il 40% dei veicoli venduti in Francia era elettrico. Macron ha richiamato anche la presenza di quattro gigafabbriche di batterie, indicando nell’elettrificazione una leva per la reindustrializzazione, l’innovazione e la competitività europea. Tra le sfide future ha incluso lo sviluppo dei veicoli autonomi, settore nel quale l’Europa punta a consolidare le proprie capacità tecnologiche e produttive.
Sul piano internazionale, Macron ha contestato l’ipotesi di un’apertura russa sul fronte energetico, affermando che nelle ore precedenti Mosca aveva continuato a colpire infrastrutture energetiche ucraine. Per il presidente francese, non esistono al momento elementi sufficienti per modificare la posizione di Parigi.
Macron ha ribadito la necessità di lavorare per un cessate il fuoco che comprenda le infrastrutture energetiche e il Mar Nero, così da favorire la ripresa dei negoziati di pace. Ha inoltre richiamato la necessità di mantenere il coordinamento con i partner del G7 di fronte alla minaccia russa.
Un altro tema centrale è l’aumento dei prezzi dei carburanti, che Macron ha collegato alle tensioni geopolitiche e alle difficoltà dei trasporti internazionali.
Il presidente ha indicato tre direttrici d’intervento: agevolare il transito attraverso gli stretti strategici di Hormuz e Bab el-Mandeb, ridurre i costi assicurativi dei trasporti marittimi e utilizzare il rilascio delle riserve strategiche per contribuire a contenere i prezzi alla pompa.
Macron ha inoltre riferito di confronti con distributori e operatori del settore, con l’obiettivo di esercitare pressione sui margini della raffinazione e favorire una riduzione dei prezzi per i consumatori. Le misure, ha precisato, dovranno essere accompagnate dal monitoraggio dell’evoluzione del mercato e dalle successive valutazioni del governo e del Parlamento.
Rispondendo alle domande sulle mobilitazioni nelle scuole, Macron ha sostenuto la necessità di affrontare i problemi del sistema educativo attraverso il confronto tra studenti, famiglie, insegnanti e istituzioni.
Tra le questioni richiamate figurano la gestione delle sostituzioni dei docenti assenti, l’organizzazione dei tempi scolastici e il miglioramento delle condizioni di apprendimento. Il presidente ha riconosciuto le difficoltà delle nuove generazioni, cresciute attraversando la pandemia di Covid-19 e un periodo segnato da profondi cambiamenti sociali.
Allo stesso tempo, ha condannato gli episodi di violenza, gli incendi e le distruzioni verificatisi durante alcune mobilitazioni, distinguendo il diritto degli studenti a esprimere le proprie richieste dai comportamenti illegali. Per Macron, il confronto deve svolgersi in un clima di calma, responsabilità e rispetto delle persone e dei beni.
Tornando al dossier automobilistico, Macron ha dichiarato che l’intesa con Berlino è vicina alla conclusione, ma ha evitato di anticipare dettagli ancora in fase di negoziazione, comprese le questioni relative alle emissioni di CO₂.
L’accordo dovrebbe affrontare il perimetro geografico delle iniziative industriali europee, i requisiti di contenuto europeo, le condizioni per sostenere la produzione e il rapporto tra competitività e obiettivi climatici. Il presidente ha auspicato una definizione rapida, compatibilmente con le condizioni politiche necessarie in entrambi i Paesi.
La strategia delineata da Macron mette così in relazione industria, energia, sicurezza e transizione climatica: la sfida per l’Europa è proteggere la propria capacità produttiva senza rinunciare agli obiettivi di decarbonizzazione e mantenendo aperti i canali diplomatici internazionali.
Sul mercato automobilistico francese, i dati ufficiali confermano che nel settembre 2026 le auto elettriche hanno raggiunto il 41,1% delle immatricolazioni di auto nuove, un livello record secondo il servizio statistico del ministero francese della Transizione ecologica.
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