L’ultimo libro sull’olio extravergine ha portato al centro della scena un percorso di ricerca che attraversa antropologia, medicina, tradizioni popolari e identità del territorio
Dall’olio extravergine d’oliva alla storia della medicina vibonese, passando per l’emigrazione calabrese, la magia, la religione, il cibo e le tradizioni popolari. È un percorso di ricerca lungo decenni quello di Pino Cinquegrana, antropologo, saggista, giornalista e docente, che nel 2026 ha raggiunto quota 103 pubblicazioni.
A riportare recentemente l’attenzione sul suo lavoro è stato “Oro Verde del Mediterraneo. Storia, scienza, tradizioni dell’olio d’oliva”, pubblicato da Libritalia nel giugno 2026. Il volume affronta il tema dell’olio attraverso una prospettiva che mette insieme storia, antropologia, tradizioni, agronomia, medicina e ricerca scientifica.
Il libro dedica particolare attenzione alla Calabria e al territorio vibonese, ricostruendo il rapporto tra ulivo, economia, cultura contadina e identità mediterranea. Nel volume trovano spazio anche contributi scientifici dedicati al rapporto tra olio extravergine e salute, con interventi di studiosi e professionisti tra cui Domenico Praticò della Temple University di Philadelphia, il cardiologo Soccorso Capomolla, Antonio Montuoro e la biologa Adele Cinquegrana.
L’opera è stata presentata il 31 luglio a Monterosso Calabro, in un appuntamento promosso dalla Pro Loco, con un confronto dedicato al valore storico, culturale e scientifico dell’olio e della Dieta Mediterranea.
Il riscontro ottenuto dal volume si inserisce in un percorso editoriale già molto articolato. Cinquegrana ha infatti superato le cento pubblicazioni, affrontando nel corso degli anni temi apparentemente diversi ma legati da un unico filo: la ricerca sulla memoria, sull’identità e sulle trasformazioni della società calabrese.
La sua formazione parte dagli studi linguistici. In un’intervista del 2025 Cinquegrana ha raccontato di essersi iscritto nel 1979 all’Università della Calabria, al corso di Lingue europee, studiando inglese, francese e tedesco. Successivamente ha approfondito dialettologia e antropologia, arrivando a dedicare la tesi alla lingua degli emigrati di Maierato in Germania.
È proprio l’interesse per il mondo contadino, i racconti familiari, le leggende, i canti religiosi e i riti popolari ad avvicinarlo alla ricerca antropologica. Un interesse che, secondo il suo stesso racconto, sarebbe poi sfociato nelle prime pubblicazioni e in un’attività di studio sviluppatasi anche attraverso conferenze e collaborazioni internazionali.
Nel suo percorso professionale c’è anche l’insegnamento (oggi è in pensione). Cinquegrana è stato fino allo scorso anno, docente di Lingua e Letteratura Inglese e Cinese al Liceo delle Scienze Umane “Vito Capialbi” di Vibo Valentia. È inoltre indicato come antropologo, giornalista e saggista.
Uno dei filoni più importanti della sua produzione riguarda la storia della medicina nel Vibonese.
Nel 2022 fu presentata a Vibo Valentia La Grande storia della medicina vibonese, un lavoro dedicato alle figure della medicina del territorio, dai medici ai farmacisti e agli ospedali, realizzato anche nell’ambito delle iniziative dell’Ordine provinciale dei Medici.
Le sue ricerche sulla medicina hanno affrontato anche la medicina popolare e la storia sanitaria dell’area dell’Angitolano, mettendo in relazione documentazione storica, pratiche tradizionali e trasformazioni della società.
È un interesse che Cinquegrana ha collegato anche a una vicenda personale e familiare particolarmente significativa: durante le ricerche sulla storia sanitaria del territorio si imbatté nei documenti relativi al medico ottocentesco Giuseppe Cinquegrana, legato alla storia della medicina vibonese. Lo stesso autore ha raccontato l’emozione di trovare quel cognome nei documenti, pur precisando che non è stato individuato un rapporto di parentela.
L’altra grande direttrice della sua attività è quella dell’emigrazione calabrese.
Cinquegrana ha raccontato di aver dedicato parte delle proprie ricerche alla diaspora calabrese e ai rapporti tra Calabria, Europa, Canada e Americhe. È cittadino italo-canadese e ha partecipato a progetti culturali e linguistici rivolti anche alle giovani generazioni.
La dimensione internazionale emerge anche dalle pubblicazioni più recenti. Oro Verde del Mediterraneo è stato concepito infatti non soltanto come studio sul territorio calabrese, ma come opera capace di mettere in relazione la cultura mediterranea con la ricerca scientifica internazionale.
E già si guarda al prossimo capitolo: dopo l’olio, il progetto editoriale annunciato da Cinquegrana punta verso il grano, la sua storia, le farine e i mulini, proseguendo il percorso dedicato agli alimenti come elementi di cultura, identità e memoria.
Magia, religione, racconti popolari, dolci tradizionali, pane, farine, olio, Dieta Mediterranea, medicina e storia dell’emigrazione: sono alcuni dei territori attraversati dalla produzione di Cinquegrana.
Il dato delle 103 pubblicazioni restituisce la dimensione quantitativa di un’attività che, più che concentrarsi su un solo ambito, ha costruito nel tempo una sorta di grande archivio scritto della cultura calabrese.
L’ultimo tassello, Oro Verde del Mediterraneo, aggiunge a questo archivio una nuova prospettiva: quella dell’ulivo e dell’olio come punto d’incontro tra tradizione e scienza, memoria e salute, territorio e dimensione internazionale.
E, dopo l’oro verde, sembra essere già arrivato il momento di raccontare un altro elemento fondamentale della cultura mediterranea: il grano.
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