Lazio

Libano, la solidarietà si mobilita: successo per il Gran Galà di Beneficenza promosso da Jus et Pax

Di fronte alla grave emergenza umanitaria che sta colpendo il Libano, tra conflitti, instabilità e crescenti difficoltà economiche, la solidarietà internazionale continua a rappresentare una risposta concreta per sostenere la popolazione civile. In questo contesto si inserisce il successo della “Beneficial Gala Dinner”, il Gran Galà di Beneficenza organizzato il 13 giugno scorso al Castello Ducale di Monte San Giovanni Campano dall’Ente di Formazione, Ricerca e Studi sulla Pace “Jus et Pax S. e M. Sera”.

L’iniziativa, nata con l’obiettivo di raccogliere fondi destinati agli aiuti umanitari per il popolo libanese, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo diplomatico, delle professioni, dell’informazione e delle Forze Armate in una serata all’insegna della solidarietà e della cooperazione internazionale.

Da oltre vent’anni impegnato in attività di sostegno umanitario e promozione della pace, l’Ente Jus et Pax ha coordinato l’intera macchina organizzativa dell’evento, riuscendo a creare una rete di collaborazione che ha coinvolto autorevoli personalità italiane e internazionali.

Tra gli ospiti di rilievo hanno partecipato S.E. Carla Jazzar, Ambasciatrice della Repubblica Libanese in Italia, che ha espresso apprezzamento e gratitudine per l’iniziativa, e il Dott. Selwan El Khoury, Direttore del Centro Studi COSMO, giunto con una delegazione dell’organizzazione per sostenere il progetto di assistenza destinato al Libano.

La manifestazione si è svolta nella prestigiosa cornice del Castello Ducale grazie all’ospitalità dell’Avvocato Paolo Mastrantoni, che ha accolto i partecipanti in uno dei luoghi simbolo della storia del territorio. La fortezza medievale, legata anche alla figura di San Tommaso d’Aquino, ha contribuito a rendere ancora più significativo il valore culturale e istituzionale della serata.

Determinante è stata la partecipazione degli oltre cento commensali che hanno aderito all’iniziativa, contribuendo con donazioni che saranno destinate direttamente a progetti di sostegno alla popolazione libanese. Una risposta generosa che ha confermato la sensibilità verso una crisi che continua a destare forte preoccupazione a livello internazionale.

Numerose le personalità che hanno voluto testimoniare il proprio sostegno all’evento, tra cui il presidente del Rotary Club Belle Arti di Roma Mauro Schlisler, il magistrato onorario Loredana Carrillo, il direttore responsabile di Ethica Societas Massimiliano Mancini, la giornalista di RaiNews24 Annamaria Esposito, il Primo Dirigente della Polizia di Stato Maria Antonia Spartà, oltre a rappresentanti delle Forze Armate, del giornalismo e delle professioni.

Ad arricchire la serata sono stati anche momenti artistici e culturali di grande intensità. La soprano Carla Arciero e il violinista Gaspare Maniscalco hanno offerto un’apprezzata esibizione musicale, mentre la poetessa Ella Clafiria Grimaldi ha dedicato una composizione all’evento. Significativo anche il contributo dei maestri Gino Rispoli, Emiliano Calicchia, Cesare Pigliacelli e Paolo Corpetti, che hanno donato alcune opere d’arte destinate a una futura asta benefica, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla causa umanitaria.

A sottolineare il valore collettivo dell’iniziativa è stato il Cav. OMRI Andrea Marini Sera, Direttore dell’Ente Jus et Pax, che in una nota ufficiale ha evidenziato come il risultato raggiunto sia frutto dell’impegno condiviso di istituzioni, professionisti, artisti, volontari e cittadini.

«La straordinaria generosità dimostrata dai partecipanti e il contributo di tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita dell’evento – ha dichiarato – rappresentano la prova concreta che la solidarietà è un’opera collettiva. Solo unendo competenze, sensibilità e volontà si possono costruire percorsi di aiuto efficaci per chi vive situazioni di grande difficoltà».

Il Gran Galà di Monte San Giovanni Campano si conferma così non soltanto un importante appuntamento benefico, ma anche un esempio di diplomazia umanitaria capace di trasformare relazioni istituzionali, cultura e partecipazione civile in un sostegno concreto a favore di una popolazione che continua ad affrontare una delle più difficili emergenze del Medio Oriente.

Redazione

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