Cronaca

Trump a Israele: “Non serve demolire un condominio per colpire Hezbollah”

Un invito a cambiare strategia nella gestione della minaccia rappresentata da Hezbollah e una critica esplicita alle operazioni militari che colpiscono aree densamente abitate. Durante una conferenza stampa a Evian, a margine del vertice del G7, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che dovrebbe essere la Siria a occuparsi del contenimento di Hezbollah in Libano, sostenendo che potrebbe farlo in maniera più efficace rispetto a Israele.

“Ho suggerito a Israele di lasciare che la Siria si occupi di Hezbollah perché, a essere sincero, penso che lo farebbero meglio”, ha affermato Trump davanti ai giornalisti.

Le dichiarazioni del presidente americano rappresentano un nuovo elemento nel dibattito internazionale sulla sicurezza del confine tra Israele e Libano e sul ruolo degli attori regionali nella stabilizzazione dell’area. Trump ha sottolineato come il conflitto con Hezbollah si trascini da troppo tempo, con un pesante bilancio umano.

“Israele combatte Hezbollah da troppo tempo e troppe persone vengono uccise”, ha aggiunto il leader statunitense, evidenziando la necessità di strategie più mirate per contrastare il movimento sciita libanese.

Particolarmente significativa la critica rivolta alle modalità operative utilizzate nei raid contro obiettivi ritenuti collegati a Hezbollah. Trump ha infatti richiamato l’attenzione sulle conseguenze che le operazioni militari possono avere sulla popolazione civile.

“Non è necessario demolire un condominio ogni volta che si cerca qualcuno, perché in quei condomini vive molta gente e non sono tutti membri di Hezbollah”, ha dichiarato il presidente americano.

Le parole di Trump sembrano voler porre l’accento sulla necessità di distinguere tra obiettivi militari e civili, in un contesto regionale già fortemente segnato da anni di tensioni, scontri armati e crisi umanitarie. Le dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente delicato per il Medio Oriente, dove la comunità internazionale continua a cercare soluzioni diplomatiche in grado di ridurre il livello dello scontro e limitare le vittime tra la popolazione civile.

Redazione

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