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Infantino punge l’Italia: “Forse con 64 squadre si qualificherebbe. Potremmo arrivare a 128 per vedere se ci riesce”

Una battuta che non è passata inosservata e che riporta sotto i riflettori la crisi del calcio italiano. Durante la serata inaugurale dei Mondiali 2026, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha ironizzato sulla mancata qualificazione dell’Italia alla fase finale della competizione.

Intervistato dall’emittente brasiliana CazéTV, il numero uno del calcio mondiale stava parlando dell’evoluzione della Coppa del Mondo e dei possibili sviluppi futuri del torneo, inaugurato quest’anno con il nuovo format a 48 nazionali.

«Vediamo come funzionerà questa Coppa del Mondo con 48 squadre. È un torneo enorme», ha spiegato Infantino, ricordando che negli ultimi anni all’interno della FIFA si è discusso anche dell’ipotesi di ampliare ulteriormente la manifestazione.

Poi la stoccata agli azzurri: «Forse con 64 squadre l’Italia si qualificherebbe. Potremmo arrivare a 128 per vedere se ci riesce».

Una frase pronunciata con tono scherzoso e accompagnata da una risata, ma che colpisce direttamente una delle ferite più profonde del calcio italiano. L’Italia, quattro volte campione del mondo, è infatti rimasta ancora una volta fuori dalla fase finale del torneo, alimentando interrogativi e critiche sullo stato del movimento calcistico nazionale.

La battuta di Infantino è arrivata mentre il presidente FIFA illustrava il percorso di crescita della competizione mondiale. Dopo il passaggio da 32 a 48 squadre, il dibattito sull’eventuale ampliamento del numero delle partecipanti continua infatti a riaffacciarsi periodicamente nei vertici del calcio internazionale.

Al momento, tuttavia, la FIFA è concentrata sul debutto del nuovo format a 48 nazionali. Ma la frase pronunciata a Città del Messico ha inevitabilmente attirato l’attenzione più di qualsiasi considerazione tecnica sul futuro della manifestazione, trasformandosi in poche ore in uno dei commenti più discussi dell’avvio dei Mondiali 2026.

Redazione

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