Nuova e pericolosa escalation nel conflitto tra Israele e Iran. Nella serata di oggi Teheran ha lanciato diverse ondate di missili balistici contro il territorio israeliano, riaccendendo la tensione in Medio Oriente dopo mesi di relativa tregua. Secondo le autorità israeliane, tutti i vettori sarebbero stati intercettati dai sistemi di difesa dell’IDF, mentre nel Paese sono risuonate le sirene d’allarme per la prima volta dal cessate il fuoco dello scorso aprile.
L’esercito israeliano ha confermato il lancio di missili dall’Iran poco dopo le 21, precisando che i sistemi di difesa erano pienamente operativi. Nel corso della serata si sono susseguite una seconda e una terza ondata di attacchi, rivendicate dai Pasdaran, che hanno dichiarato di aver preso di mira la base aerea di Ramat David, nel nord di Israele, considerata da Teheran una delle piattaforme utilizzate per le operazioni militari contro il Libano meridionale e l’area di Beirut.
La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha rivendicato l’azione affermando di aver “mantenuto la promessa” di reagire a eventuali nuovi attacchi israeliani contro il Libano. In una nota, i Pasdaran hanno inoltre avvertito che l’operazione rappresenta soltanto “un avvertimento” e che, in caso di ulteriori aggressioni, le risposte saranno più ampie e coinvolgeranno “tutti gli obiettivi americano-sionisti nella regione”.
Secondo i media iraniani, il leader supremo Ali Khamenei avrebbe autorizzato una nuova fase dell’operazione denominata “Promessa Vera 5”, mentre il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale avrebbe convocato una riunione d’emergenza promettendo una risposta “dolorosa e decisiva”. Teheran avrebbe inoltre invitato i residenti delle aree settentrionali di Israele ad abbandonare immediatamente le zone considerate obiettivi militari.
Da parte israeliana la risposta sembra ormai imminente. Fonti citate dalla CNN riferiscono che il governo di Gerusalemme starebbe preparando una reazione “potente” ai lanci missilistici. Secondo indiscrezioni riportate dai media locali, Israele avrebbe chiesto agli Stati Uniti il via libera per colpire infrastrutture energetiche sul territorio iraniano, mentre alcune fonti segnalano il decollo di caccia israeliani diretti verso obiettivi strategici.
Nel clima di crescente tensione, il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir ha affidato ai social un messaggio durissimo: “Questa notte Teheran deve bruciare”.
Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump segue da vicino l’evolversi della situazione. Dopo essere stato informato dell’escalation, il capo della Casa Bianca ha confermato che le forze armate americane sono state poste in stato di allerta. Trump ha inoltre rivolto un appello diretto all’Iran: “Avete lanciato i vostri missili, ora basta. Il mio suggerimento è di tornare ai negoziati”.
Il presidente americano ha espresso rammarico per il deterioramento della situazione diplomatica, sostenendo che un accordo sembrava ormai vicino: “Avrei detto che sarebbe stato firmato lunedì, martedì o mercoledì, e invece è successo questo”.
In tarda serata, tuttavia, l’esercito israeliano ha comunicato la fine dello stato di allarme, autorizzando la popolazione ad abbandonare i rifugi. Una decisione che non cancella però i timori di una nuova fase del confronto diretto tra Israele e Iran, con il rischio concreto di un allargamento regionale del conflitto che potrebbe coinvolgere anche gli Stati Uniti e il Libano.
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