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Medio Oriente, Samir Al Qaryouti: “Israele vuole impedire l’intesa Iran-Usa. Doha pronta ad anticipare 12 miliardi a Teheran”

A poche ore dal terzo mese di guerra in Medio Oriente, torna a crescere la tensione tra Iran, Israele e Stati Uniti. Nel corso di una lunga intervista su Fast News Platform, il giornalista italo-palestinese Samir Al Qaryouti ha rilevato apertamente come il governo israeliano di voler ostacolare qualsiasi accordo tra Teheran e Washington, parlando di una “escalation senza precedenti” in Libano e di un clima sempre più esplosivo nell’area del Golfo Persico.

Secondo Al Qaryouti, il premier israeliano Benjamin Netanyahu starebbe cercando di impedire la concretizzazione di una possibile intesa diplomatica tra Iran e Stati Uniti. “Non è un sospetto, è una certezza”, ha dichiarato, riferendosi ai raid israeliani delle ultime ore in territorio libanese e all’ampliamento delle operazioni militari verso nord.

Nel colloquio si è parlato anche dei negoziati in corso a Doha, in Qatar, dove sarebbe arrivata una delegazione iraniana guidata da esponenti politici e finanziari di primo piano, compreso il governatore della banca centrale iraniana. Secondo quanto riferito, sul tavolo ci sarebbe una bozza di accordo che prevedrebbe innanzitutto lo sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati all’estero.

Al Qaryouti ha sostenuto che il Qatar sarebbe disposto ad anticipare immediatamente 12 miliardi di dollari attraverso le proprie banche, in attesa del successivo rimborso americano. “È già un segnale importante”, ha spiegato, sottolineando che Teheran considera lo sblocco dei fondi una delle condizioni fondamentali per qualsiasi intesa.

Tra i punti più delicati dei colloqui ci sarebbe anche il futuro dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale. Nelle ultime ore, secondo quanto riportato durante la trasmissione, l’Iran avrebbe abbattuto un drone statunitense MQ-9 dopo presunte provocazioni militari americane nell’area.

Al Qaryouti ha inoltre evidenziato le differenze di linguaggio tra Washington e Teheran: “Gli americani parlano di ‘affare’, gli iraniani parlano di ‘quadro di intesa’. In diplomazia le parole pesano”. Secondo il giornalista, l’obiettivo iraniano sarebbe quello di ottenere non solo una tregua, ma la fine completa delle ostilità “su tutti i fronti alleati dell’Iran”, compreso il Libano.

Nel corso dell’intervista sono state citate anche le recenti parole del Papa contro la guerra e contro “la cancellazione di una nazione per obiettivi politici”, oltre alle dichiarazioni della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei durante la festa islamica del sacrificio.

Non sono mancate critiche agli Stati Uniti per il sostegno militare a Israele. “Un vincitore non va a negoziare, va a imporre”, ha detto Al Qaryouti riferendosi a Donald Trump, sostenendo che Washington non sarebbe riuscita finora a imporre le proprie condizioni a Teheran.

Il giornalista ha poi puntato il dito contro la politica israeliana, definendo le elezioni anticipate “la fabbrica delle guerre israeliane” e accusando Netanyahu di utilizzare il conflitto anche in chiave elettorale.

Nella parte finale del collegamento si è parlato anche della situazione umanitaria nei territori coinvolti dal conflitto, delle tensioni nel Libano meridionale e dei timori per un possibile disastro ecologico dopo l’incendio di una petroliera al largo dell’Oman, avvenuto nelle ultime ore vicino all’uscita dello Stretto di Hormuz.

Redazione

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