Esteri

Congo nel caos per Ebola: centro di cura incendiato dalla folla dopo il divieto di recuperare un corpo

Nuova esplosione di tensione nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, dove l’emergenza Ebola continua ad aggravarsi tra paura, rabbia e scontri con le autorità sanitarie. Nelle ultime ore un centro di cura situato a Rwampara è stato incendiato da alcuni residenti dopo che era stato impedito loro di recuperare il corpo di un uomo del posto, sospettato di essere morto a causa del virus.

Secondo quanto riferito da testimoni all’agenzia Associated Press, un gruppo di giovani avrebbe cercato di portare via il corpo dell’amico per organizzare il funerale secondo le tradizioni locali. La situazione sarebbe rapidamente degenerata nonostante l’intervento della polizia.

“Gli agenti hanno tentato di calmare la situazione, ma senza successo”, ha raccontato uno studente della zona. “Alla fine i giovani hanno dato fuoco al centro di cura”.

Un giornalista presente sul posto avrebbe assistito all’irruzione della folla nella struttura sanitaria, con il successivo incendio di materiali interni e persino di quello che sembrava essere il corpo di almeno una presunta vittima di Ebola custodita nel centro. Gli operatori umanitari sarebbero fuggiti per mettersi in salvo.

L’episodio evidenzia ancora una volta le enormi difficoltà che medici e autorità stanno affrontando nel contenere l’epidemia. Le severe misure sanitarie imposte per evitare nuovi contagi si scontrano infatti con le tradizioni culturali e religiose legate ai riti funebri.

I corpi delle vittime di Ebola possono infatti risultare altamente contagiosi anche dopo la morte. Per questo motivo le autorità vietano spesso alle famiglie di gestire autonomamente le sepolture, affidando le operazioni a squadre specializzate. Una scelta che però continua a generare tensioni e proteste nelle comunità locali.

Il vice commissario capo della sicurezza della provincia di Ituri, Jean Claude Mukendi, ha dichiarato che i giovani coinvolti “non avevano compreso i protocolli previsti durante l’epidemia”. Secondo Mukendi, amici e familiari volevano riportare il corpo a casa nonostante le disposizioni sanitarie imponessero una sepoltura controllata dalle autorità.

La situazione sanitaria nel Congo orientale resta quindi estremamente fragile, mentre cresce il timore di nuove violenze e di un ulteriore aumento dei contagi.

Redazione

Recent Posts

Lega Pro prima giornata girone C Crotone vs Foggia pitagorici ancora a secco di gol e punti conquistati

Crotone 0 Foggia   1 Marcatori: 22° Petito Crotone (4-3-3): Merelli, Veltri, Tango (Feola), Armini, Groppelli…

27 minuti ago

Perugia. Vittorina Pannacci non ce l’ha fatta: il dramma sulla Salaria, morta a Torrette dopo lo schianto in moto

Non ce l’ha fatta Vittorina Pannacci. La speranza, rimasta appesa per ore a un filo,…

3 ore ago

La truffa della bottiglietta torna nei parcheggi: il trucco è semplice, ma può costare caro

Basta una bottiglietta di plastica vuota, qualche secondo di distrazione e un parcheggio affollato. È…

5 ore ago

Macron: «Francia e Arabia Saudita possono fare ancora di più per la pace e la stabilità»

La visita in Francia del principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, rappresenta secondo Emmanuel…

6 ore ago

Ceuta, una “Armada della solidarietà” in mare: fino a 60 imbarcazioni salperanno per la città

Sabato 29 agosto fino a 60 imbarcazioni sono attese al largo di Ceuta per una…

6 ore ago

Vannacci lancia la sfida: “L’aborto non è un diritto”. Stretta su famiglia, gender e minori

Roberto Vannacci mette famiglia, natalità, aborto e identità al centro del nuovo capitolo della “Base…

7 ore ago