Il cessate il fuoco tra Libano e Israele è stato prorogato di altri 45 giorni. La decisione è stata annunciata dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti al termine del secondo giorno di colloqui tra le parti a Washington, in un tentativo di consolidare una fragile stabilità nell’area dopo settimane di tensioni.
L’intesa rappresenta un nuovo passaggio diplomatico volto a evitare un’ulteriore escalation lungo il confine tra i due Paesi, dove nelle scorse settimane si erano registrati scontri intermittenti e scambi di attacchi.
Parallelamente, sul fronte di Striscia di Gaza, la situazione resta altamente incandescente. L’aviazione israeliana ha infatti condotto un raid aereo su Gaza City, colpendo – secondo quanto dichiarato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu e dal ministro della Difesa Israel Katz in una nota congiunta – Izz al-Din Haddad, indicato come leader di Hamas nella Striscia e comandante delle brigate Al-Qassam.
L’operazione, che segna un ulteriore innalzamento della pressione militare israeliana contro Hamas, si inserisce in un contesto già estremamente delicato, dove la prosecuzione delle operazioni armate rischia di pesare anche sugli sforzi diplomatici in corso.
Tra tavoli negoziali e operazioni militari, la regione resta quindi sospesa tra la possibilità di una de-escalation e il rischio concreto di un nuovo allargamento del conflitto.
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