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Medio Oriente, Trump sospende “Project Freedom”: «Stop temporaneo per favorire l’accordo con l’Iran»

Nuovo sviluppo sul fronte della crisi nello Stretto di Hormuz. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la sospensione temporanea dell’operazione “Project Freedom”, il dispositivo legato al transito delle navi nello strategico corridoio marittimo.

«Su richiesta del Pakistan e di altri Paesi – ha dichiarato Trump – e in considerazione del formidabile successo militare conseguito durante la campagna contro l’Iran, oltre ai progressi significativi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani, abbiamo concordato reciprocamente una sospensione per un breve periodo». Una pausa che, ha precisato, servirà a «verificare se l’intesa possa essere finalizzata e sottoscritta», pur mantenendo «pienamente in vigore ed efficace» il blocco già esistente.

La decisione arriva dopo giorni di tensione e ripetuti episodi che avevano fatto temere una rottura della tregua nella regione del Golfo, con lo Stretto di Hormuz tornato al centro degli equilibri geopolitici internazionali.

A spingere verso una soluzione diplomatica è stato anche il segretario di Stato Marco Rubio, che da Washington ha lanciato un messaggio diretto a Teheran. «L’Iran deve fare una scelta sensata», ha affermato durante un briefing alla Casa Bianca, invitando il Paese a «intraprendere la via diplomatica» come unica strada per arrivare a «ricostruzione, prosperità e stabilità».

Rubio ha inoltre sottolineato la necessità che Teheran «accetti la realtà della situazione» sedendosi al tavolo delle trattative e accettando condizioni che siano «vantaggiose non solo per sé, ma anche per il mondo». Un monito accompagnato da un avvertimento netto: «Non dovrebbero assolutamente mettere alla prova la volontà degli Stati Uniti».

La sospensione di “Project Freedom” si inserisce dunque in un quadro ancora fragile, dove segnali di apertura diplomatica convivono con tensioni latenti. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il dialogo potrà tradursi in un accordo concreto o se la crisi tornerà ad aggravarsi.

Redazione

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