Una rete che attraversa continenti, un filo diretto che unisce comunità italiane all’estero e territori locali, e un impegno concreto che si traduce in servizi reali per i cittadini. È questo il cuore della piattaforma audio-video Fast News Platform collegata al gruppo editoriale multilingue “La Prima Pagina”, attivo dal 2008-2009, che in queste ore ha acceso i riflettori sul mondo dell’associazionismo e, in particolare, sull’impegno dei Lions in Italia e nel mondo.
Nel corso della trasmissione, un saluto simbolico ha unito idealmente più fusi orari: da New York a Vancouver, fino all’Argentina, coinvolgendo rappresentanti delle comunità italiane all’estero come Attilio Carbone, Augusto Oriani, la professoressa Liliana Di Masi e il professore Lino Potenza. Un segnale chiaro di quanto il tema trattato – la salute e la prevenzione – sia universale e condiviso.
Al centro del confronto, il ruolo fondamentale del terzo settore, spesso chiamato ad integrare, e talvolta supplire, le funzioni primarie dello Stato, soprattutto in ambiti delicati come la sanità e la prevenzione. In questo contesto si inserisce l’azione dei Lions, una delle più grandi organizzazioni di servizio a livello globale, impegnata su più fronti sociali.
Domani, in Sicilia come in molte altre località italiane, si celebrerà il Lions Day, una giornata dedicata alla cittadinanza attiva e alla prevenzione sanitaria, con screening gratuiti aperti alla popolazione. Un’iniziativa che coinvolgerà oltre trenta piazze dell’Isola, trasformate per l’occasione in presidi di salute accessibili a tutti.
A raccontare i dettagli dell’iniziativa è stata Mirella Mimma Furneri, direttrice della rivista dei Lions Sicilia, intervenuta da Catania. “La caratteristica dei Lions Day – ha spiegato – è quella di scendere nelle piazze, nei sagrati delle chiese e in tutti quei luoghi dove è possibile incontrare i cittadini, offrendo servizi che oggi sono sempre più difficili da ottenere, come l’accesso alla sanità”.
Un impegno che si inserisce nel più ampio concetto di “medicina di prossimità”, reso possibile anche grazie alla collaborazione con le Aziende Sanitarie Provinciali. Non si tratta di iniziative isolate: gli screening e i servizi offerti dai Lions sono attivi durante tutto l’anno, con una rete organizzativa sempre più strutturata.
Tra i territori coinvolti spicca anche Lampedusa, spesso al centro della cronaca per l’emergenza migratoria, ma che in questa occasione viene raccontata in una prospettiva diversa. “Non è la prima volta che siamo presenti sull’isola – ha precisato Furneri –. Ci siamo stati già nel 2023 e continueremo a tornarci. Lampedusa non è solo emergenza, ma è una comunità che ha bisogno di servizi, soprattutto sanitari”.
Un cambio di narrazione che punta a restituire complessità e dignità a un territorio troppo spesso rappresentato in modo parziale. La quotidianità degli abitanti, fatta di lavoro, esigenze e diritti, torna così al centro del racconto.
I numeri del Lions in Sicilia confermano la portata dell’impegno: 124 club attivi e oltre 4.000 soci, con una presenza in costante crescita. A livello nazionale, si contano più di 40.000 membri e all’incirca 1.500 club. Un’organizzazione capillare, che si fonda su valori come etica, cittadinanza attiva e servizio.
Particolarmente significativa è la crescita della componente femminile, che negli ultimi dieci anni è passata da meno del 15% a oltre il 30%, avvicinandosi sempre più alla “parità di genere”. Un segnale di evoluzione interna e di maggiore inclusività.
Non solo adulti: i Lions coinvolgono anche giovani e giovanissimi offrendo percorsi di formazione e partecipazione civica. “È una vera palestra di vita – ha sottolineato Furneri –. Fare del bene non solo aiuta gli altri, ma arricchisce anche chi lo fa”.
Le attività dei Lions si estendono su otto grandi cause umanitarie globali: dalla lotta alla fame alla prevenzione del diabete, dalla tutela dell’ambiente al sostegno ai giovani, fino agli interventi in caso di disastri. Un’azione che si sviluppa in oltre 200 Paesi, grazie anche al supporto della fondazione internazionale LCIF.
Fondamentale è anche il rapporto con le istituzioni, basato sul principio di sussidiarietà: una collaborazione che consente di costruire una rete efficace tra pubblico e privato sociale, capace di rispondere in modo concreto ai bisogni dei cittadini.
In un’epoca dominata dalla comunicazione veloce e spesso orientata al sensazionalismo, l’esperienza dei Lions rappresenta un esempio di informazione positiva e propositiva. Non una narrazione edulcorata, ma un racconto che mette in luce ciò che funziona e che può essere replicato.
“Comunicare il bene – è stato sottolineato – non è autoreferenzialità, ma un modo per offrire un modello e coinvolgere altri”. Un messaggio che vale soprattutto per i giovani, spesso descritti solo attraverso episodi negativi, ma in realtà protagonisti di molte esperienze virtuose.
Il Lions Day in Sicilia si presenta dunque non solo come un evento, ma come il simbolo di un impegno quotidiano, silenzioso ma incisivo, che contribuisce a rafforzare il tessuto sociale e a migliorare la qualità della vita delle comunità. Una dimostrazione concreta di come il volontariato possa fare la differenza, ogni giorno.
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