Pericolo per il traffico marittimo globale: il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha lanciato un nuovo avvertimento che interessa una delle rotte più strategiche del commercio internazionale. In un post su X, Ghalibaf ha chiesto: “Quante spedizioni di petrolio, GNL, grano, riso e fertilizzanti transitano attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb? Quali paesi e quali società registrano i maggiori volumi di transito?”.
Si tratta di una minaccia non troppo velata rivolta a un’area chiave tra lo Yemen e il Corno d’Africa, accesso meridionale al Mar Rosso e al Canale di Suez. La scelta non è casuale: gli Houthi, gruppo armato yemenita accusato da anni di ricevere sostegno da Teheran, controllano le sponde dello stretto e già nel novembre 2023 avevano colpito navi nel Mar Rosso per esprimere solidarietà con i palestinesi a Gaza contro Israele.
Con questo nuovo segnale, l’Iran sembra voler estendere la propria influenza militare e politica oltre lo Stretto di Hormuz, l’altro snodo critico del petrolio globale, aumentando le tensioni in una regione già fragile e strategicamente vitale per il commercio internazionale.
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