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Italia nel baratro: disfatta storica a Zenica, addio Mondiali e bufera su Gennaro Gattuso. “Chiedo scusa”, poi l’ombra delle dimissioni

È il punto più basso del calcio italiano moderno. Ancora una volta. Ancora più doloroso. L’Italia crolla sotto i colpi della Bosnia-Erzegovina, che la elimina ai rigori (5-2) e la condanna a un’assenza che ormai ha il sapore della maledizione: terzo Mondiale consecutivo senza Azzurri.

Una ferita aperta che riporta alla mente i traumi contro Svezia e Macedonia del Nord, ma che oggi assume contorni ancora più cupi. Perché questa volta l’Italia aveva la partita in mano. Perché questa volta il crollo è stato lento, inesorabile, quasi annunciato.

Il vantaggio firmato da Moise Kean aveva illuso. Poi il rosso a Bastoni ha cambiato tutto: inferiorità numerica, assedio bosniaco, pareggio subito e infine il destino deciso dal dischetto. Errori pesantissimi, tra cui quelli di Pio Esposito e Cristante, che hanno spalancato le porte dell’incubo.

Ma è nel dopo gara che si consuma il vero terremoto.

Davanti ai microfoni della RAI, un visibilmente scosso Gennaro Gattuso ha pronunciato parole che sanno di resa: «Mi assumo tutte le responsabilità. Chiedo scusa agli italiani».

Una frase semplice, ma che pesa come un macigno. Perché dietro quelle parole si intravede uno scenario sempre più concreto: le dimissioni del commissario tecnico. Nelle prossime ore è atteso un confronto con la FIGC, ma il clima è da resa dei conti. L’“anno zero” evocato tante volte potrebbe finalmente diventare realtà.

L’Italia esce da Zenica distrutta, psicologicamente prima ancora che sportivamente. Le parate di Gianluigi Donnarumma avevano tenuto in vita una squadra fragile, incapace però di reagire nei momenti chiave. Il resto è un copione già visto: paura, errori, e quel senso di impotenza che accompagna ormai ogni partita decisiva.

Fuori dal Mondiale dal 2014, fuori ancora. E stavolta senza più alibi.

Adesso restano solo macerie, polemiche e interrogativi pesantissimi: rifondazione totale? Rivoluzione tecnica? Fine di un ciclo mai davvero iniziato?

Una cosa è certa: il calcio italiano è entrato nella notte più buia della sua storia recente. E da qui, rialzarsi, sarà molto più difficile di quanto si possa immaginare. E per sdrammatizzare vi proponiamo, augurandoci di dimenticare presto questa notte da incubo, una satira del mondo dell’arte. 

Redazione

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