Il rischio di una riduzione degli aiuti militari all’Ucraina si fa sempre più concreto. A lanciare l’allarme è il presidente Volodymyr Zelensky, che in un’intervista ad Axios ha collegato direttamente il possibile calo delle forniture di armi all’impegno crescente degli Stati Uniti nello scenario mediorientale.
Secondo Zelensky, una guerra prolungata in Iran finirebbe per spostare priorità e risorse di Washington, con conseguenze dirette per Ucraina. “Non sono solo preoccupato, sono certo che dovremo affrontare queste sfide”, ha dichiarato, lasciando intendere che Kiev potrebbe presto fare i conti con un rallentamento o una riduzione delle forniture militari.
Nel quadro delineato dal leader ucraino, a trarre vantaggio sarebbe soprattutto la Russia, che vedrebbe alleggerirsi la pressione internazionale mentre l’attenzione globale si concentra sul Medio Oriente. Un contesto che, oltre a ridurre il sostegno occidentale a Kiev, rischia anche di rafforzare economicamente Mosca, soprattutto alla luce delle recenti esenzioni sulle sanzioni energetiche.
Per Zelensky, dunque, il nodo non è solo geopolitico ma anche operativo: meno attenzione da parte degli alleati significa meno armi, meno capacità difensiva e un conflitto che potrebbe diventare ancora più difficile da sostenere nel lungo periodo. Una prospettiva che preoccupa Kiev proprio mentre il fronte resta aperto e altamente instabile.
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