La trasformazione tecnologica guidata dall’intelligenza artificiale colpisce anche il mondo del lavoro. La società di tecnologia finanziaria Investito Italy, con sede a Marghera (Venezia), ha avviato le procedure per il licenziamento collettivo dei 37 dipendenti, annunciando la cessazione dell’attività dell’unica sede italiana.
Alla base della decisione, spiegata dall’azienda alle organizzazioni sindacali, a Federmeccanica e a Confindustria Veneto Est, ci sarebbe un nuovo modello organizzativo del gruppo statunitense, fondato su sistemi integrati con l’intelligenza artificiale che non prevedono più la presenza di strutture locali autonome.
Secondo quanto comunicato, il gruppo intende superare le soluzioni personalizzate per singolo Paese per puntare invece su pochi centri di eccellenza globali, capaci di sviluppare tecnologie replicabili e scalabili. La strategia prevede un’accelerazione degli investimenti nell’innovazione basata sull’IA, con l’obiettivo di ottimizzare i processi e ridurre i costi operativi.
La decisione ha immediatamente sollevato preoccupazione tra i sindacati. Matteo Masiero, segretario generale della Fim Cisl Venezia, ha definito il caso «un esempio concreto di come la transizione tecnologica stia impattando pesantemente sul lavoro», sottolineando il rischio che vengano messi in discussione i principi di tutela occupazionale e il ruolo delle imprese radicate sul territorio.
Il sindacato ha annunciato l’intenzione di incontrare i lavoratori coinvolti e di attivare tutte le iniziative possibili, anche attraverso il coinvolgimento dell’unità di crisi della Regione, per cercare soluzioni a tutela dell’occupazione.
InvestCloud aveva acquisito nel 2021 la società Finantix, integrandola nella propria struttura insieme alla piattaforma Tegra 118. Il gruppo conta complessivamente oltre 900 dipendenti a livello globale. Secondo i rappresentanti sindacali, molti dei lavoratori interessati possiedono competenze informatiche molto richieste e potrebbero trovare nuove opportunità nel mercato del lavoro.
Tuttavia, la vicenda viene considerata anche come un segnale più ampio dei cambiamenti in atto nel settore tecnologico. L’automazione e l’uso crescente dell’intelligenza artificiale potrebbero infatti avere ripercussioni anche in altri ambiti, dai call center alle prenotazioni turistiche, mettendo a rischio soprattutto le professioni con competenze intermedie.
Per i sindacati, il futuro del lavoro passerà sempre più dalla capacità di aggiornamento continuo delle competenze, con formazione costante per mantenere elevata l’occupabilità dei lavoratori in un mercato in rapida trasformazione.
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