“ …. vorrei mettere i fatti

della mia esistenza, uno dopo l’altro

e in disordine, anche.

Certo che alla fine potrebbero

comporsi in un bel quadro! “

( da: “ Sono una rondine “ )

Vincenzo Calafiore

Allora, in quell’estate dell ’83 in una spiaggia libera, della costa Jonica

in Calabria, quando era ancora possibile fare il cosiddetto

“ Campeggio libero “, avevo parcheggiato la mia Ford Fiesta quasi vicino alla riva, era un pomeriggio assolato e per fortuna soffiava la leggera brezza dello Jonio, si stava bene in costume da bagno.

Ho montato la mia tenda canadese di fianco alla vettura, la griglia, la sacca appesa al porta pacchi per la doccia e il tavolino per pranzare, per scrivere.

La radiolina a transistor sistemata sul tettuccio della Ford Fiesta, per ascoltare la musica.

Nel cofano della vettura la vecchia cassetta in legno contenente le stilografiche, il dizionario, il diario la mia conchiglia che raccolsi da bambino.

La notte addormentarsi con la nenia della risacca dopo aver guardato a lungo la luna e il mare, quel mare che sempre mi ha fatto paura, pur amandolo.

Ho vissuto come una rondine, sono una rondine ancora adesso.

Ora è il “ tempo “ delle immaginazioni, delle parole per ricomporre i ricordi di un’esistenza ordinata e felice.

Parole che riescono a scardinare le grate della solitudine, abbandonano i luoghi bui e profondi del “ rimosso” consentendo ai ricordi di emergere con il loro carico di emozioni e sensazioni che il tempo non ha mutato, ma semplicemente custodito.

Rivivono così luci e ombre del passato di un’età dolceamara che parla attraverso immagini che si sovrappongono si distinguono e si alternano, proprio come in un sogno, che trova al risveglio la felicità di ieri.

Essere una “ rondine “ significa avere in se la vera libertà, cioè quella che consente di vivere le scelte compiute nel quotidiano, quella che tiene alla larga dal belare del gregge, quella che non fa essere pecora, ma padrone di me stesso, ed infine quella che permette di dire:

Ego Sum ! in questo panorama di anime depredate e offese in mano a invisibili “ burattinai “ in ogni caso non c’è ferita del corpo che possa essere più grande di quella dell’anima, dilaniata dalla mancanza di amore.

Essere una rondine è poter spiccare il volo!

Allontanarsi dalla massa clonata sempre pronta a recitare quella vita da burattini, da oggetti senza coscienza e senza anima così come vogliono i loro burattinai.

Fino a diventare essi stessi burattinai in un mondo dove la cupidigia ha cancellato l’umanità, ogni umanità!

Vincenzo Calafiore

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