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Corea del Nord presenta un nuovo lanciarazzi: “Può colpire Seul con testate nucleari”

La Corea del Nord avrebbe sviluppato un “enorme lanciarazzi multiplo” da 600 millimetri, ritenuto in grado di sparare anche testate nucleari contro la Corea del Sud. A darne notizia sono stati i media statali di Pyongyang, secondo cui il leader Kim Jong-un ha supervisionato personalmente la presentazione ufficiale della nuova arma.

Nel corso della cerimonia, Kim ha elogiato il sistema definendolo “unico” e “l’arma più vantaggiosa al mondo per attacchi concentrati e superpotenti”, sostenendo che sarebbe in grado di portare a termine “una missione strategica” combinando la precisione dei missili balistici tattici con la capacità di lancio multiplo dei tubi. Il leader nordcoreano ha inoltre affermato che, qualora il sistema venisse utilizzato, nessuno potrebbe “sperare nella protezione di Dio”, sottolineandone la presunta efficacia e potenza.

Secondo funzionari ed esperti citati dai media nordcoreani, il nuovo lanciarazzi potrebbe essere impiegato contro obiettivi in territorio sudcoreano, inclusa la capitale Seul, che si trova a meno di 50 chilometri dalla linea di demarcazione tra i due Paesi. L’arma rappresenterebbe, nelle valutazioni di Pyongyang, un significativo miglioramento nella capacità di attacchi di precisione, configurandosi come una sfida diretta non solo a Seul ma anche agli Stati Uniti, alleati storici della Corea del Sud.

Gli analisti ritengono che la presentazione del sistema possa precedere una fase di test ufficiali, potenzialmente in vista di una futura esportazione. Tra le ipotesi circolate vi è quella di una possibile fornitura alla Russia, alla luce della crescente cooperazione tra Mosca e Pyongyang.

Tensioni e dichiarazioni sul fronte dei droni

Sul fronte diplomatico, la tensione resta alta ma non mancano segnali di cauta apertura. Kim Yo-jong, influente sorella del leader nordcoreano, ha dichiarato di “apprezzare molto” l’impegno della Corea del Sud a prevenire nuove incursioni di droni nello spazio aereo del Nord. Allo stesso tempo, ha promesso un rafforzamento della vigilanza lungo il confine intercoreano, ribadendo – secondo quanto riferito dall’agenzia Kcna – la necessità di sorvegliare con fermezza la frontiera con quello che ha definito il “nemico”.

Le nuove dichiarazioni e la presentazione del sistema d’arma contribuiscono ad alimentare le preoccupazioni nella regione, in un contesto già segnato da test missilistici e da un fragile equilibrio militare lungo uno dei confini più militarizzati al mondo.

Redazione

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