Lazio

Sicurezza, via libera del Consiglio dei ministri a nuove misure: pene più severe per borseggiatori e stretta su baby gang

Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo pacchetto di provvedimenti in materia di sicurezza, che si inserisce – secondo il premier Giorgia Meloni – in una strategia strutturale avviata fin dall’insediamento del Governo. «Non misure spot, ma un ulteriore tassello di un disegno preciso», ha spiegato la presidente del Consiglio in un post sui social.

Il fulcro dell’intervento è il rafforzamento degli strumenti di prevenzione e contrasto alla criminalità diffusa, con particolare attenzione alla tutela dei cittadini e al sostegno operativo e giuridico delle Forze dell’ordine. Negli ultimi anni, rivendica Meloni, l’esecutivo ha investito risorse senza precedenti per il comparto sicurezza, con quasi 40 mila nuove assunzioni, il rinnovo di contratti bloccati da tempo e l’inasprimento delle pene per chi aggredisce uomini e donne in divisa.

Tra le principali novità approvate oggi figura l’ampliamento delle possibilità di allontanare soggetti ritenuti pericolosi dalle aree urbane più sensibili, oltre a un deciso giro di vite contro i borseggi. Il furto con destrezza diventa infatti procedibile d’ufficio e viene superato quello che il premier definisce un “paradosso normativo”: non sarà più possibile finire indagati per sequestro di persona nel caso in cui si trattenga un ladro colto sul fatto in attesa dell’arrivo delle Forze dell’ordine.

Il pacchetto sicurezza interviene anche sul fenomeno delle baby gang, introducendo una stretta sull’uso dei coltelli e vietando la vendita ai minori di qualsiasi strumento atto ad offendere. Previste inoltre misure specifiche per prevenire l’azione di gruppi organizzati dediti alla violenza, distinti – sottolinea il Governo – dal legittimo esercizio del diritto di manifestare e responsabili di disordini e atti vandalici durante le proteste.

Rilevante anche la norma sulla legittima difesa: chi agisce in modo legittimo non verrà automaticamente iscritto nel registro degli indagati, pur restando garantite tutte le tutele previste dall’ordinamento.

«Continuiamo ad aggiungere tasselli a un disegno chiaro – conclude Meloni – uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini».

Redazione

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