A Solofra, dove alcuni cittadini hanno scampato un furto, è il momento di parlare chiaro. Non servono parole dolci o frasi di circostanza: il finto buonismo, quello che giustifica tutto e tutti con un sorriso vuoto, non protegge né chi lavora, né chi vive con fatica.
La sicurezza, la giustizia, il rispetto reciproco non sono negoziabili. Essere “buoni” non significa chiudere gli occhi di fronte al male, significa invece agire con coraggio, coerenza e responsabilità. Ai solofrani che hanno subito il pericolo va riconosciuto il diritto di indignarsi senza filtri: il mondo non migliora con il buonismo di facciata, ma con l’impegno concreto di chi non ha paura di chiamare le cose col loro nome.
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