Umbria

“Genitore 1” e “Genitore 2”: la legge italiana e la modulistica scolastica a Perugia

Una liberatoria scolastica a Perugia, recentemente acquisita dalla redazione, riporta la dicitura “genitore 1” e “genitore 2”, una scelta terminologica che ha suscitato perplessità tra genitori e operatori del settore educativo. In Italia, la normativa vigente è chiara: nei documenti ufficiali, dalle iscrizioni scolastiche ai certificati anagrafici, devono essere indicati madre e padre. Non esiste, né per legge né per regolamento, una categoria “genitore 1” o “genitore 2”.

Il Codice Civile, negli articoli 250 e 315, definisce i rapporti tra figli e genitori con termini precisi: la madre e il padre hanno responsabilità giuridiche distinte e i figli, pur godendo di pari diritti, sono sempre riferiti a queste due figure. La comparsa di diciture come “genitore 1” e “genitore 2” non nasce da una legge italiana, ma da scelte amministrative adottate in alcuni contesti locali o software di compilazione modulistica. Si tratta dunque di una pratica non codificata, che può creare confusione e, in alcuni casi, essere contestata dagli uffici competenti.

Negli ultimi anni, la Corte di Cassazione ha aperto un dibattito sull’opportunità di un linguaggio più inclusivo nei documenti, per riconoscere realtà familiari diverse, come le coppie omogenitoriali. Tuttavia, queste pronunce rappresentano interpretazioni giurisprudenziali e non modificano la legge: madre e padre restano le categorie ufficiali riconosciute dall’ordinamento.

Il caso della liberatoria evidenzia quanto sia importante verificare attentamente la modulistica scolastica e ricordare che la correttezza giuridica non può essere sostituita da mode terminologiche o semplificazioni che, pur ben intenzionate, non hanno fondamento legale. La scuola, come istituzione pubblica, ha la responsabilità di rispettare le norme vigenti, evitando di introdurre termini che rischiano di generare incertezza o contenzioso.

In conclusione, se il linguaggio inclusivo può essere oggetto di dibattito e sensibilizzazione, la legge italiana resta ferma: nei documenti ufficiali si scrivono madre e padre, non genitore 1 e genitore 2.

Redazione

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