Esteri

Gli Stati Uniti catturano Nicolás Maduro: caos politico in Venezuela, Trump avverte Cuba e Colombia

Gli Stati Uniti hanno incriminato Nicolás Maduro, sua moglie Cilia Flores e anche il figlio della coppia, Nicolás Ernesto, per reati legati a droga e armi da fuoco. La notizia arriva mentre il Venezuela precipita nel caos: il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di essere pronto a valutare la prossima leadership del Paese sudamericano.

La leader dell’opposizione e premio Nobel per la pace, Maria Corina Machado, ha rotto il silenzio: “Siamo pronti per tornare al potere, è arrivata l’ora della libertà”. Secondo Trump, l’operazione è stata seguita in tempo reale da Mar-a-Lago e sarebbe dovuta avvenire quattro giorni fa, ma il maltempo ha costretto a rimandarla. Il presidente americano ha precisato che non ci sono state vittime tra i militari statunitensi: “Un paio di ragazzi sono rimasti feriti, ma stanno abbastanza bene”.

I dettagli dell’operazione iniziano a emergere. La cattura è avvenuta nel cuore della notte venezuelana (le 7 in Italia): Maduro e Flores sono stati prelevati dalle forze statunitensi mentre dormivano. Secondo Trump, Maduro ha tentato di negoziare, ma la proposta è stata rifiutata. Il presidente statunitense ha paragonato l’azione alla cattura di Soleimani, definendo l’operazione “davvero impressionante”, come confermato dal vicepresidente Usa JD Vance.

L’amministrazione Trump aveva pianificato l’operazione già a metà dicembre, con l’obiettivo di rimuovere Maduro e istituire un governo di transizione composto da venezuelani. “Hanno portato a termine un’operazione davvero impressionante”, ha dichiarato Vance, sottolineando come Trump avesse offerto in passato “diverse vie d’uscita” al Venezuela.

Il presidente Usa ha definito la cattura di Maduro un “segnale chiaro: non ci lasceremo intimidire” e ha minacciato i funzionari del governo venezuelano fedeli al regime: “Il futuro sarà davvero brutto per loro”. La mossa americana ha però sollevato critiche internazionali. Parigi ha denunciato una violazione del diritto internazionale, mentre Palazzo Chigi ha difeso la “legittima difesa”, pur ribadendo che l’azione militare esterna non è la soluzione. Pechino ha espresso “ferma condanna” e ha invitato i propri cittadini a evitare viaggi in Venezuela. Trump ha cercato di rassicurare la Cina, promettendo l’accesso al petrolio venezuelano, mentre la Russia ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Il segretario generale Antonio Guterres ha definito l’operazione “un pericoloso precedente” per il diritto internazionale.

Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti saranno “fortemente coinvolti nell’industria petrolifera del Venezuela” e stanno valutando le opzioni di leadership. Sulla possibilità che Maria Corina Machado guidi il Paese, il presidente Usa è cauto: “Valuteremo se Machado può guidare il Paese, al momento hanno un vicepresidente”. La vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez resta un mistero: secondo il New York Times si troverebbe a Caracas, mentre precedenti informazioni la indicavano in Russia. Machado ha ribadito la sua posizione: “È arrivata l’ora della libertà”. Anche il presidente eletto in esilio, Edmundo Gonzales, ha annunciato che “siamo pronti per la grande operazione di ricostruzione della nostra nazione”.

L’operazione americana, definita “assalto spettacolare mai visto dalla Seconda Guerra Mondiale”, ha coinvolto più di 150 velivoli. Il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto Usa, ha spiegato che la missione, denominata “Absolute Resolve” (Risolutezza Assoluta), ha previsto l’uso combinato di aerei da guerra ed elicotteri per neutralizzare le difese aeree venezuelane e recuperare Maduro e la moglie. L’intera operazione è durata circa due ore e 20 minuti. “Uno dei nostri velivoli è stato colpito, ma ha continuato a volare”, ha confermato Caine, precisando che la forza militare era composta da membri tra i 20 e i 49 anni, supportati da una “forza di estrazione”.

Trump ha annunciato che gli Stati Uniti gestiranno temporaneamente il Paese fino a una transizione “sicura” e non esclude un secondo attacco più importante, se necessario. Durante la conferenza stampa a Mar-a-Lago, ha anche aggiunto che le compagnie petrolifere americane si insedieranno in Venezuela.

L’operazione potrebbe avere ripercussioni sulla regione. Trump ha espresso preoccupazioni sulla situazione a Cuba e sulla Colombia, suggerendo che il presidente colombiano “dovrebbe guardarsi le spalle” per la produzione di cocaina destinata agli Stati Uniti. Gli esperti avvertono che la cattura di Maduro potrebbe aggravare la crisi politica ed economica in Venezuela e nell’area caraibica.

Redazione

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