Francavilla Angitola si prepara ad accendere nuovamente i riflettori sul mito del drago e sulle eccellenze del territorio con la seconda edizione del Premio Internazionale “Città del Drago”, in programma per l’estate 2026. L’evento, promosso dal Centro di Cultura e Tradizioni Popolari guidato dallo storico locale Franco Torchia e con il patrocinio del Comune, punta a consolidare il riconoscimento internazionale della manifestazione.
Dopo il successo della prima edizione, il premio quest’anno avrà un respiro ancora più globale, con sezioni estere in tutti i continenti, valorizzando il legame tra cibo e cultura. La parola “drago”, nelle sue varianti linguistiche (Dragos, dragoner, drag, dragon, drachen, draco, δράκων), sarà ancora una volta il filo conduttore, simbolo di mito, conoscenza e tradizione, radicata nella memoria collettiva europea e locale.
«Questo evento può diventare un vero faro per la valle dell’Angitola», spiega Torchia. «Francavilla Angitola si candida a essere un punto di riferimento culturale, capace di promuovere percorsi enogastronomici, archeologici e museali, raccontando storie e leggende che attraversano i secoli».
La manifestazione intende inoltre celebrare i “Draghi” moderni: personalità che si sono distinte nei campi del giornalismo, della medicina, della religione e dell’imprenditoria, contribuendo a dare visibilità nazionale e internazionale alla microregione.
Il Centro ha già ottenuto il riconoscimento ufficiale dalla Cattedra di Studi sulle Tradizioni Popolari dell’Università di Valladolid, guidata dal prof. José Luis Alonso Ponga, e punta a consolidare il premio come appuntamento fisso nel calendario culturale internazionale.
Torchia ha voluto ringraziare il giornalista Antonio Nesci, editore de La Prima Pagina.it, per il sostegno alla promozione dell’iniziativa. Seguiranno approfondimenti e interviste sui protagonisti della seconda edizione: il mito continua a vivere, tra memoria, tradizione e innovazione.
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