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Strage a Sydney durante Hanukkah: 15 morti a Bondi Beach. La polizia parla di terrorismo

Un commando composto da due uomini, padre e figlio, ha seminato morte e terrore durante le celebrazioni della festa ebraica di Hanukkah a Bondi Beach, una delle spiagge più famose d’Australia, nei pressi di Sydney. Il bilancio dell’attacco, definito terroristico dalle autorità, è salito a 15 vittime, oltre a uno degli attentatori, e ad almeno 20 feriti. Tra i morti anche il rabbino Eli Schlanger.

Secondo quanto riferito dalla polizia del Nuovo Galles del Sud, uno dei due assalitori, un uomo di 50 anni, è stato ucciso durante l’intervento delle forze dell’ordine, mentre il figlio, 24 anni, è ricoverato in gravi condizioni. “I colpevoli sono un uomo di 50 anni e un uomo di 24 anni, padre e figlio”, ha dichiarato il commissario Mal Lanyon, precisando che non risultano altri soggetti coinvolti e che è esclusa la presenza di un terzo attentatore.

Il commissario ha inoltre spiegato che il cinquantenne era titolare di porto d’armi da dieci anni e possedeva sei armi da fuoco, lo stesso numero di quelle rinvenute sulla scena della sparatoria. Le indagini balistiche e forensi dovranno accertare se le armi utilizzate siano quelle regolarmente concesse in licenza all’uomo.

Il gesto eroico

Nel caos dell’attacco, un gesto di straordinario coraggio ha probabilmente evitato un bilancio ancora più drammatico. Protagonista Ahmed al Ahmed, 43 anni, fruttivendolo di Sutherland, che ha affrontato a mani nude uno dei terroristi riuscendo a disarmarlo. L’uomo, rimasto ferito da colpi d’arma da fuoco, è stato ricoverato in ospedale ma non è in pericolo di vita. Le immagini, riprese con un telefono cellulare, mostrano Ahmed lanciarsi alle spalle dell’attentatore, immobilizzarlo e sottrargli il fucile, senza però aprire il fuoco, nel tentativo di attirare l’attenzione della polizia.

Ordigno esplosivo e indagini

La polizia ha confermato il ritrovamento di un ordigno esplosivo rudimentale all’interno di un veicolo collegato a uno dei due terroristi. “Gli artificieri stanno lavorando sul luogo del ritrovamento”, ha dichiarato il capo della polizia. Le autorità stanno ora indagando per capire se l’attacco sia stato un gesto spontaneo o se sia stato diretto o ispirato da uno Stato o da un’organizzazione terroristica.

L’attacco è avvenuto intorno alle 18.40 ora locale (le 8.40 in Italia), nei pressi di Campbell Parade, vicino al Bondi Pavilion, durante l’evento “Chanukah by the Sea”, pubblicizzato come una serata di festa per famiglie. Secondo la Federazione Sionista d’Australia, circa 2.000 persone della comunità ebraica stavano celebrando l’accensione della prima candela di Hanukkah. “La comunità ebraica è sotto shock. Siamo in stato di massima allerta”, ha dichiarato il presidente Jeremy Leibler.

Reazioni politiche e internazionali

Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha definito la strage “un atto di male puro” e ha assicurato che il Paese farà “di tutto per estirpare l’antisemitismo”, parlando di un momento di unità nazionale. Solidarietà è arrivata da numerosi leader mondiali.

Il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni ha espresso “profondo dolore” per quanto accaduto, rinnovando la condanna di ogni forma di violenza e antisemitismo. Messaggi di vicinanza sono giunti anche dal presidente francese Emmanuel Macron e dal segretario di Stato americano Marco Rubio.

Da Israele sono arrivate dure critiche al governo australiano. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha accusato Canberra di aver alimentato l’antisemitismo, mentre il ministro degli Esteri Gideon Saar ha parlato di una “deriva antisemita” negli ultimi due anni. Le autorità australiane hanno però negato di aver ricevuto allerta specifiche, pur confermando che uno degli attentatori era noto alle forze di sicurezza, sebbene non considerato una minaccia immediata.

Condanna anche da parte dell’Autorità Palestinese, che ha espresso un “fermo rifiuto di ogni forma di violenza e terrorismo” e solidarietà all’Australia.

Il messaggio del Presidente Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di cordoglio al Governatore Generale australiano, Sam Mostyn, esprimendo “sgomento per le tragiche notizie” e rinnovando “le più dure espressioni di condanna contro ogni atto di terrorismo, antisemitismo e violenza fanatica”.

La spiaggia di Bondi, simbolo della vita australiana e meta di turisti da tutto il mondo, si è trasformata in pochi minuti da luogo di festa in teatro di una delle più gravi stragi degli ultimi anni nel Paese. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto dell’attacco e le eventuali responsabilità internazionali.

Redazione

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