Un appello diretto al sindaco e un richiamo alla realtà quotidiana vissuta dai cittadini. Augusto Rossi, referente del Team Vannacci di Perugia, interviene con una lunga dichiarazione dopo la mobilitazione nazionale del movimento “Il mondo al contrario”, promosso dal generale Roberto Vannacci e dedicato al tema della sicurezza urbana.
“Ieri in tutta Italia, nelle città grandi e piccole, il movimento ha riportato al centro del confronto con i cittadini un tema più che mai attuale: la sicurezza delle nostre città, delle nostre strade, dei nostri parchi”, afferma Rossi, ricordando la presenza dei volontari perugini con un banchetto informativo a Pian di Massiano.
Rossi parla “da cittadino legato a questa città”, sottolineando come Perugia sia fatta “di piazze, vie, periferie e giardini in cui vorremmo vedere crescere i nostri figli e passeggiare i nostri anziani in tranquillità”. Proprio per questo, aggiunge, “non è possibile accettare il racconto rassicurante di una città sicura e di una situazione sotto controllo”.
A preoccupare Rossi sono gli episodi di violenza che continuano a verificarsi, come “l’ennesimo fattaccio” accaduto giorni fa in piazza IV Novembre, dove “un uomo di 33 anni è stato gravemente ferito con una coltellata alla schiena durante una lite”. Un episodio che, secondo il rappresentante del Team Vannacci, “non è isolato ma l’ennesima ferita aperta in quello che dovrebbe essere il luogo più sicuro di tutti”.
“La paura è entrata nel quotidiano dei cittadini e non possiamo far finta che non esista”, prosegue. Una città percepita come insicura, sostiene Rossi, scoraggia famiglie, turismo, attività culturali e investimenti: “Si esce meno la sera, si entra meno nei locali, si partecipa meno agli eventi”. Un fenomeno che, a suo dire, colpisce in particolare Fontivegge, Ponte San Giovanni e altri quartieri segnati da degrado e insicurezza.
Rossi critica la linea dell’amministrazione comunale: “Il Comune non può limitarsi a scaricare responsabilità su Prefettura e forze dell’ordine. La sicurezza urbana riguarda anche la qualità delle azioni politiche messe in campo”. E invita il sindaco a utilizzare “con maggiore coraggio” gli strumenti già a disposizione, dagli interventi nei quartieri più a rischio al contrasto della desertificazione commerciale e dello spaccio, restituendo vita e presidio sociale alle strade.
“Credo sia tempo di cambiare passo — conclude — di andare oltre gli annunci, riconoscere che esiste un problema, coinvolgere davvero i territori e costruire un piano integrato per la sicurezza, con obiettivi chiari, tempi definiti e risorse certe. Perugia merita di tornare a essere una città dove si possa vivere, lavorare e fare impresa in sicurezza e libertà”.
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