Un riconoscimento di alto profilo culturale e spirituale ha illuminato sabato scorso la scena letteraria calabrese: il Premio internazionale Ecce Homo ha tributato il suo plauso alla scrittrice Maria Virginia Basile e al giornalista Vincenzo Varone, autori di due opere considerate dalla critica tra i contributi più significativi degli ultimi anni sulla figura della Serva di Dio Natuzza Evolo, la mistica di Paravati scomparsa in odore di santità il 1° novembre 2009.
A conquistare l’attenzione della giuria sono stati i volumi Da qualche parte il Cielo ti risponde. Sulla strada di Paravati (Il Filorosso editore) di Maria Virginia Basile e Il Disegno celeste di Vincenzo Varone, edito da Libritalia: due testi che si distinguono per profondità narrativa, rigore documentario e capacità di raccontare con sensibilità la dimensione umana e spirituale di Natuzza Evolo.
Il prestigioso concorso, organizzato con grande cura da Andrea Fabiani e sostenuto dal patrocinio di importanti organismi culturali di Argentina e Cile, ha assegnato a entrambi gli autori il riconoscimento “Narratio Mystica/Spiritualis”, una menzione che esalta il valore delle opere in grado di avvicinare il lettore a temi di spiritualità, fede e introspezione.
Per Maria Virginia Basile – già docente nei Licei, scrittrice, autrice teatrale, poetessa e traduttrice di una delle opere fondamentali sul percorso biografico di Natuzza Evolo, firmata dallo scienziato e docente emerito dell’Unical Valerio Marinelli – è arrivato anche un premio speciale nella sezione poesia per la lirica “Ecce Homo”. Un ulteriore attestato che conferma la sua capacità di dialogare con linguaggi diversi, mantenendo sempre un tratto distintivo di eleganza e profondità.
Accolto con entusiasmo il riconoscimento anche per Vincenzo Varone, giornalista di lungo corso, iscritto all’albo sin dai primi anni Ottanta, già direttore e fondatore di più periodici, autore di numerosi volumi e protagonista di una lunga attività come conduttore e autore televisivo e radiofonico. Con Il Disegno celeste, Varone offre un racconto intenso e documentato che ripercorre i tanti aspetti – umani e miracolosi – legati alla vita della mistica calabrese.
Il Premio Ecce Homo conferma così la sua vocazione internazionale e il suo ruolo di faro nel panorama letterario dedicato alla spiritualità, celebrando due autori che, attraverso percorsi diversi ma complementari, contribuiscono a mantenere vivo il messaggio e la memoria di Natuzza Evolo. Una serata di cultura, fede e alta qualità narrativa che ha reso omaggio non solo ai vincitori, ma a una tradizione spirituale che continua a ispirare lettori e studiosi di tutto il mondo.
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