Il conto alla rovescia per il 2026 non è ancora cominciato, ma a Napoli — città che da sempre vive con un piede nel presente e l’altro nella speranza — già si respira aria di bilanci e propositi. Le luci del Natale prossimo sono ancora nei magazzini, eppure tra i vicoli di Spaccanapoli e i caffè dei Quartieri si comincia a sussurrare di cambiamento, di voglia di fare, di ripartire col piede giusto. Perché a Napoli, ogni inizio è un’occasione per rinnovarsi, anche se solo a parole, anche solo tra amici al bar.
Il 2025 sta per voltare pagina e il nuovo anno promette di essere intenso per la città e per i suoi abitanti. Il 2026 è atteso con un misto di trepidazione e ironia — quel tratto distintivo tutto partenopeo capace di sdrammatizzare anche i sogni. E allora ecco comparire i primi buoni propositi: piccoli e grandi impegni, dichiarazioni d’intenti che spesso restano tali, ma che raccontano molto della voglia di riscatto che alberga nei cuori dei napoletani.
Al primo posto, inevitabilmente, la voglia di “credere di più in sé stessi”, perché Napoli, nonostante mille difficoltà, è sempre stata una città ricca di talento. Dai giovani che cercano di affermarsi nel lavoro o nello studio, agli artisti di strada che ogni giorno raccontano la città con un sorriso, il 2026 potrebbe essere l’anno della svolta personale. “Basta procrastinare, quest’anno imparo l’inglese, mi iscrivo in palestra, faccio quel corso che rimando da anni”: promesse da capodanno? Forse. Ma in una città che vive alla giornata, fare progetti è già una forma di rivoluzione.
Poi c’è il proposito, collettivo e sempre attuale, di prendersi cura di Napoli. “Vogliamo una città più pulita, più rispettata, più ascoltata”, dicono in tanti. C’è chi giura che smetterà di buttare la carta del cornetto a terra, chi promette di prendere la bici almeno una volta a settimana, chi dice basta alle doppie file e agli improperi contro il traffico. Utopie? Può darsi. Ma anche il Vesuvio, prima di eruttare, fa silenzio per un bel po’.
Il 2026 sarà anche l’anno delle grandi attese sportive. Dopo le emozioni vissute con lo scudetto, molti napoletani sognano un nuovo trionfo. Ma c’è anche chi, più pragmatico, si ripromette semplicemente di andare almeno una volta al Maradona, di tifare senza insultare, di vivere lo sport come festa.
E poi ci sono i propositi più intimi, quelli sussurrati al tramonto in riva al mare: dedicare più tempo ai propri cari, ricucire rapporti interrotti, perdonare, ridere di più. Perché Napoli, città di contrasti e cuore aperto, non smette mai di cercare il bello, anche quando tutto sembra remare contro.
Il 2026 è ancora lontano, ma il suo arrivo aleggia già nei sogni partenopei. E chissà, magari stavolta qualche proposito resisterà oltre il 2 gennaio. In fondo, Napoli ci crede sempre. Anche quando fa finta di no.
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