Lo storico e ricercatore Antonio Montesanti ha rivolto un appello ai governi che hanno riconosciuto «gli atti criminali e genocidiari contro la popolazione di Gaza»: secondo Montesanti, basterebbe che questi governi dichiarino apertamente che, qualora le navi della Global Movement to Gaza Italia — che trasportano aiuti alimentari e medicinali — vengano assaltate in modo analogo all’azione del 2010, esse saranno considerate obiettivi ostili e verrà valutato un intervento militare a loro difesa.
«Basterebbe dirlo chiaramente», ha detto Montesanti nella dichiarazione, sostenendo che una presa di posizione netta dei Paesi occidentali sarebbe coerente con il riconoscimento delle violazioni contro la popolazione di Gaza e con le norme internazionali sui corridoi umanitari.
Il richiamo porta alla memoria l’episodio del 31 maggio 2010, quando la nave turca Mavi Marmara — fu assaltata dalle forze israeliane in acque internazionali; quell’operazione provocò morti e feriti e suscitò un forte clamore e diverse inchieste internazionali. Montesanti utilizza proprio quel precedente per sottolineare la gravità di un’eventuale nuova aggressione alle navi umanitarie.
La presa di posizione dello storico interviene in un momento di forte tensione internazionale sul tema degli aiuti a Gaza e del corridoio per l’assistenza umanitaria, con opinioni divise tra chi invoca rotte controllate dalle organizzazioni internazionali e chi spinge per azioni dirette per sfidare il blocco navale.
La dichiarazione integrale di Antonio Montesanti è stata resa pubblica oggi; lo storico è autore di numerosi saggi e ricerche nel campo dell’archeologia e della storia antica.
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