Gran Bretagna, Francia e Canada hanno annunciato ufficialmente il riconoscimento dello Stato di Palestina, unendosi ad altri sette Paesi che hanno preso la stessa decisione in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Con queste adesioni, salgono a più di 150 i membri dell’Onu che riconoscono la Palestina come Stato indipendente.
Accanto a Londra, Parigi e Ottawa, anche Andorra, Belgio, Lussemburgo, Portogallo, Malta e San Marino hanno formalizzato il riconoscimento. Una scelta che segue le polemiche dello scorso anno, quando a fare questo passo furono Irlanda, Spagna, Slovenia e Norvegia.
Restano invece fermi su una linea diversa Italia, Stati Uniti e Germania, che ribadiscono come la soluzione al conflitto debba arrivare attraverso negoziati diretti tra israeliani e palestinesi, nella prospettiva dei “due Stati”.
Il riconoscimento della Palestina non è una novità in Europa: già nel 2014 la Svezia era stata il primo Paese Ue a compiere questa scelta, mentre Cipro, Bulgaria, Ungheria, Polonia, Romania e l’allora Cecoslovacchia lo fecero fin dal 1998, subito dopo la dichiarazione d’indipendenza firmata da Yasser Arafat.
Sul piano globale, la maggioranza di Asia, Africa e America Latina riconosce formalmente la Palestina. L’Algeria fu la prima, nel 1988, seguita da gran parte del mondo arabo, dall’India, dalla Turchia, da diversi Stati africani e da potenze come Cina e Russia. Anche l’America Latina, tra il 2010 e il 2011, vide Paesi come Argentina, Brasile e Cile adottare questa posizione.
Il riconoscimento della Palestina comporta implicazioni rilevanti: rafforza la sua personalità giuridica internazionale, consente la partecipazione a trattati e organismi sovranazionali, apre la strada a relazioni diplomatiche ufficiali e ha un forte valore simbolico, legato al diritto all’autodeterminazione. Allo stesso tempo, esercita pressioni sulla comunità internazionale e su Israele affinché si avanzi verso una soluzione politica del conflitto.
Lo scorso anno, l’Assemblea generale dell’Onu ha votato una risoluzione che riconosce la Palestina come “qualificata a diventare Stato membro” con 143 voti a favore, 25 astenuti – tra cui l’Italia – e nove contrari, tra cui gli Stati Uniti. La bandiera palestinese sventola già dal 2012 al Palazzo di Vetro come “Stato osservatore non membro”.
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