Cosa si regalava ai bambini in occasione della festa degli Scrisi a Maierato? A raccontarlo è l’antropologo Pino Cinquegrana, che ricorda come la ricorrenza fosse un momento atteso non solo per la devozione religiosa, ma anche per i doni e le piccole gioie riservate ai più piccoli.
«Il regalo tipico era il panino con la salsiccia – spiega Cinquegrana – ma non mancavano bancarelle simili a quelle di Carnevale, dove i ragazzini sceglievano spade di Zorro, tamburi dei giganti o zucchero filato».
In passato, la festa era anche l’occasione per acquistare il pirrocciulu, la tradizionale trottola di legno, con cui si organizzavano sfide avvincenti: chi perdeva era costretto a consegnare il proprio gioco all’avversario. Non solo divertimento: le famiglie approfittavano degli Scrisi per comprare magliette nuove e oggetti utili alla casa come cucchiai, madie, tripodi e caldaie.
Oggi la dimensione religiosa prevale: le processioni rappresentano il cuore della festa, momento di incontro tra la comunità locale e i paesani emigrati in America, tornati in paese proprio per vivere la ricorrenza. Una tradizione che, pur trasformata, continua a unire fede e memoria collettiva.
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