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Cerisano, al Festival delle Serre un convegno su carcere, diritti e giustizia

Quasi duemila suicidi in carcere dal 1992 ad oggi, con una media di 58 all’anno, quasi due al giorno. Numeri che fanno riflettere e che hanno fatto da sfondo all’incontro inaugurale del Festival delle Serre, ospitato a Palazzo Sersale e dedicato al tema: “Presunzione d’innocenza: telecronaca di una partita persa?”.

Un dibattito che ha visto la partecipazione di giuristi, avvocati e rappresentanti delle Camere Penali, moderato dall’avvocato Francesco Santelli, vicesindaco di Cerisano e segretario della Camera Penale di Cosenza. Tra i relatori: l’avvocato Lucio Di Gioia, sindaco di Cerisano; l’avvocato Claudio De Luca, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza; l’avvocato Valerio Murgano, componente della Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane; l’avvocato Giuseppe Milicia, coordinatore delle Camere Penali Calabresi; l’avvocato Roberto Le Pera, presidente della Camera Penale di Cosenza; il magistrato Biagio Politano.

In collegamento da remoto sono intervenuti anche l’avvocato Armando Veneto, presidente emerito del Consiglio delle Camere Penali Italiane – al quale è stato assegnato un riconoscimento ritirato dalla figlia, l’avvocato Clara Veneto, presente in sala – e l’avvocato Giandomenico Caiazza, presidente emerito dell’Unione delle Camere Penali Italiane.

Ospite d’eccezione il campione di calcio Michele Padovano, vittima di una lunga vicenda giudiziaria segnata da un’ingiusta detenzione. La sua testimonianza ha aggiunto un tocco di umanità e concretezza al dibattito:

“I diciassette anni passati in quell’incubo non si possono cancellare e nessuno potrà restituirmeli – ha ricordato – ma bisogna andare avanti e far conoscere la mia storia per contribuire a una presa di coscienza forte su una problematica ancora lontana dall’essere risolta”.

Dal confronto, a tratti vivace e caratterizzato da posizioni diverse, è emerso un comune denominatore: la necessità di riforme incisive e strutturali nel sistema giudiziario, a partire dalla responsabilità civile dei magistrati. I relatori hanno sottolineato come gli interventi messi in campo finora non siano sufficienti ad arginare il rischio di una deriva inquisitoriale e ad evitare il ripetersi di casi drammatici come quello che negli anni ’80 coinvolse Enzo Tortora.

Un incontro partecipato, che ha posto al centro dell’attenzione pubblica il difficile rapporto tra carcere, diritti e presunzione d’innocenza, temi che riguardano non solo gli addetti ai lavori ma l’intera società civile.

Redazione

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