Calabria

Maierato, sala gremita per “I Quaderni di Nonna Pina”: un viaggio nel cuore della memoria popolare

Una sala gremita, attenta e partecipe ha accolto ieri sera, presso il CAS “Falcone/Borsellino” di Maierato, la presentazione dell’opera demologica di Maria Antonietta Silvaggio I Quaderni di Nonna Pina – Volksgeist della comunità di San Gregorio d’Ippona (Vibo Valentia). Un evento che ha trasformato lo spazio in un piccolo scrigno di memoria collettiva, capace di restituire il sapore autentico delle tradizioni e delle storie di un tempo.

L’appuntamento, promosso dall’associazione “Over 50” presieduta dal professor Fortunato Silvaggio, ha visto come protagonista il giornalista, docente e antropologo Pino Cinquegrana, che ha relazionato sul libro. Con un intervento magistrale di 45 minuti, pronunciato interamente a braccio, Cinquegrana ha guidato il pubblico in un viaggio tra antropologia, storia orale e vissuti popolari, suscitando applausi a scena aperta.

Ad affiancarlo, nei saluti istituzionali e nel dialogo con il pubblico, la dirigente scolastica Caterina Calabrese, che ha sottolineato il valore educativo di un’opera capace di connettere le giovani generazioni con le proprie radici.

I Quaderni di Nonna Pina non è soltanto un libro: è un archivio vivente di cultura popolare. La Silvaggio ha raccolto racconti tramandati di generazione in generazione, canti che scandivano le stagioni, preghiere domestiche, proverbi che custodiscono saggezze antiche, rituali legati al matrimonio e testimonianze intense sul fenomeno dell’emigrazione. Un patrimonio che rischiava di disperdersi e che, grazie a questa ricerca, trova nuova voce e dignità.

Cinquegrana, nella sua analisi, ha messo in luce il concetto di Volksgeist – lo spirito del popolo – come filo rosso che attraversa le pagine dell’opera, spiegando come queste memorie non siano semplici reliquie del passato, ma elementi vivi che continuano a plasmare l’identità di una comunità.

L’attenzione e il silenzio con cui il pubblico ha seguito ogni passaggio dell’incontro hanno confermato che la memoria collettiva, quando raccontata con passione e competenza, sa parlare a tutti: ai giovani, che possono riscoprire le proprie radici, e agli anziani, che vi ritrovano il riflesso di un mondo conosciuto.

La serata si è conclusa tra strette di mano, scambi di ricordi personali e il desiderio condiviso di continuare a coltivare e tramandare il patrimonio immateriale che definisce l’anima di un territorio.

Redazione

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