Lazio

FESI 2024, dura presa di posizione dell’USIM: “Sistema opaco e penalizzante per chi serve in mare”

L’USIM – Unione Sindacale Italiana Marina – esprime forte insoddisfazione in merito alla recente distribuzione del Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali (FESI) 2024, definendola “un’occasione mancata” e denunciando gravi criticità nel meccanismo di assegnazione delle risorse. In un comunicato a firma del Segretario Generale, dott. Francesco Nastasia, il sindacato contesta con fermezza criteri considerati “burocratici, opachi e squilibrati”, che rischiano di penalizzare proprio il personale militare più esposto e impegnato.

Dopo un’attenta analisi dei risultati e dei parametri adottati, l’USIM lamenta che non sia stato valorizzato il servizio in contesti operativi ad alta intensità, come le missioni in mare, i turni continuativi in sala operativa e le situazioni di emergenza. “Il malcontento che ci giunge dalle basi, dai reparti e dai colleghi in servizio – scrive il sindacato – è forte, diffuso e giustificato”.

Particolarmente grave, secondo l’USIM, è la penalizzazione prevista per il personale che ha usufruito della licenza ordinaria, un diritto costituzionalmente garantito. Il riferimento è all’art. 36 della Costituzione italiana, che tutela il diritto al riposo e alle ferie annuali retribuite. “Trasformare un diritto fondamentale in un motivo di esclusione o riduzione del trattamento economico accessorio rappresenta un vizio di legittimità costituzionale”, afferma il comunicato.

Il sindacato critica inoltre l’atteggiamento di chi ha partecipato al tavolo tecnico per la definizione dei criteri del FESI 2025, accusando di non aver adeguatamente rappresentato le esigenze del personale militare della Marina, incluso il Corpo delle Capitanerie di Porto.

Di fronte a questo scenario, l’USIM annuncia due iniziative concrete:

  1. Un invito a tutti i militari, iscritti e non al sindacato, a segnalare le criticità riscontrate nella gestione del FESI;
  2. L’attivazione di una campagna di pressione sindacale verso le Istituzioni, con comunicati e richieste ufficiali, per promuovere una revisione dei criteri e una maggiore equità.

“Il nostro lavoro viene svolto in silenzio e in condizioni difficili – conclude Nastasia – ma non può e non deve essere ignorato. L’USIM è e resterà al vostro fianco, pronto a difendere i nostri diritti e la nostra dignità professionale con forza e determinazione”.

Per raccogliere segnalazioni e testimonianze, l’USIM ha attivato una casella email dedicata: stipendi@usim.info.

Redazione

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