Umbria

Sanità Digitale, l’Umbria punta sul futuro: presentato l’Ecosistema Digitale nel nuovo Piano Sociosanitario 2025-2030

L’Umbria guarda al futuro della sanità pubblica e lo fa attraverso il digitale. Nella sede della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica a Villa Umbra (Pila), si è tenuto l’evento “Ecosistema della Sanità Digitale dell’Umbria – Il ruolo strategico del digitale nel nuovo piano socio sanitario”, tappa fondamentale nel percorso di costruzione del Piano Sociosanitario Regionale 2025-2030.

Alla presenza delle più alte cariche istituzionali regionali – la Presidente della Regione Stefania Proietti, il Vicepresidente Tommaso Bori, la Direttrice Salute e Welfare Daniela Donetti e l’Amministratore unico della Scuola Umbra Joseph Flagiello – si è discusso del ruolo sempre più determinante che il digitale riveste nell’evoluzione del sistema sanitario umbro. Un evento partecipato da professionisti delle quattro aziende sanitarie umbre, rappresentanti istituzionali, associazioni e ordini professionali.

Equità, qualità e accessibilità grazie al digitale

“La digitalizzazione non è solo tecnologia, ma uno strumento di giustizia sociale”, ha dichiarato la Presidente Proietti, sottolineando l’obiettivo di offrire gli stessi diritti sanitari a tutti i cittadini umbri, a prescindere dal territorio. L’Umbria ha già investito oltre 53 milioni di euro in progetti di sanità digitale: fascicolo sanitario elettronico, telemedicina, cybersicurezza e ammodernamento tecnologico degli ospedali. Un cambio di paradigma che punta a una sanità più efficiente, accessibile e sostenibile.

Il digitale come nuovo punto di partenza

Per il vicepresidente Tommaso Bori, con delega all’Agenda Digitale, è giunto il momento di superare l’approccio “analogico adattato” e ripensare ogni processo sanitario partendo dal digitale. “Non possiamo permetterci più una sanità che rincorre il digitale: dobbiamo metterlo al centro, come fondamento”, ha affermato. Bori ha anche richiamato i dati della Banca d’Italia sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro: in Umbria il 50% dei lavoratori è già esposto all’IA, e il 30% potrebbe usarla per aumentare l’efficienza. Un segnale che, secondo il vicepresidente, va colto per guidare il cambiamento, non subirlo.

Nel suo intervento ha anche ricordato i passi già compiuti: chilometri di fibra stesi fino alle strutture sanitarie, l’app UmbriaFacile per gestire esami e prenotazioni, e la formazione continua per operatori e cittadini, anche attraverso i Digipass. “Il digitale – ha aggiunto – deve servire a semplificare, alleggerire, liberare tempo per la cura. Ma anche a produrre dati chiari, utili a decisioni consapevoli”.

Focus su interoperabilità, IA e cybersicurezza

I lavori si sono articolati in due sessioni tecnico-scientifiche di alto profilo. Nella prima, focus sull’architettura regionale condivisa, il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, la formazione degli operatori, la cybersicurezza e l’organizzazione della telemedicina nei nuovi modelli territoriali. Tra gli interventi, Giovanni Gentili e Lucio Baldacci della Regione Umbria, il team del Politecnico di Milano, Fortunato Bianconi (Punto Zero), Marco Mencacci ed Enrica Ricci.

Nel pomeriggio, spazio all’intelligenza artificiale nella medicina, con Mauro Zampolini (Usl Umbria 2), all’infrastruttura tecnologica nella diagnostica (Valter Papa, Roberto Ferranti, Angelo Sidoni, Angela Giannico), ai laboratori di analisi (Antonella Proietti e Paolo Panarelli) e al CUP digitale con l’intervento di Stefano Piccardi. A concludere, una tavola rotonda coordinata da Daniela Donetti e Cecilia Becattini con medici, pediatri, direttori sanitari e stakeholder del settore, in un confronto aperto su proposte e soluzioni per migliorare l’ecosistema digitale umbro.

PNRR e sanità pubblica: investire per non cedere al declino

Le conclusioni sono state affidate ad Achille Iachino, Direttore generale dell’Unità di Missione PNRR del Ministero della Salute, che ha ribadito la centralità della trasformazione digitale per il futuro della sanità pubblica in Italia. Un impegno che, in Umbria, vuole coniugare innovazione tecnologica e diritto universale alla salute, costruendo una sanità pubblica che funzioni, investa, ascolti e innovi.

Redazione

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