Economia

Pagamenti digitali: quali sono le differenze tra privati e attività commerciali

Nel corso degli ultimi lustri, i pagamenti digitali hanno completamente rivoluzionato le modalità in cui avvengono le transazioni economiche in ogni angolo del mondo. Un numero crescente di soggetti abbandona l’utilizzo del contante in favore dei pagamenti digitali, grazie all’avvento dell’e-commerce e alle politiche di incentivazione all’utilizzo della moneta elettronica. 

L’evoluzione tecnologica degli ultimi vent’anni, capace di modificare qualsiasi ambito e comparto, ha cambiato profondamente il mondo del commercio, sia lato privati che attività commerciali. Seppur accomunate da diversi punti, esistono differenze sostanziali tra le due categorie in termini di strumenti, opportunità e obblighi normativi. 

L’adozione dei pagamenti digitali tra privati

E’ inutile negare come i consumatori privati abbiano visto ampliarsi vertiginosamente le opzioni a loro disposizione per effettuare pagamenti. Nel terzo decennio del nuovo millennio si possono effettuare trasferimenti di denaro o pagamento di beni e servizi in pochi clic: dalle tradizionali carte di pagamento (debito, credito e prepagate) alle app di smartphone come – per citare le più note – Google Pay e Apple Pay, i consumatori possono evitare l’utilizzo del contante ed effettuare pagamenti in modo istantaneo e sicuro. 

I fattori trainanti di quest’epocale rivoluzione dei comportamenti commerciali dei consumatori privati sono molteplici. Basti pensare, oltre alla già citata opzione di effettuare operazioni senza l’utilizzo del contante, alla possibilità di effettuare pagamenti celermente e nella massima sicurezza, grazie – a titolo esemplificativo – all’utilizzo di sistemi antifrode o all’autenticazione a due fattori, oltre alle notifiche in tempo reale. 

Come si è potuto evincere nell’ultimo lustro, in particolar modo durante la fase della pandemia, un elemento di forte appeal e incentivazione all’utilizzo della moneta elettronica è stato stimolato dalla possibilità di accedere a promozioni dedicate e cashback. Tutti questi “elementi” hanno incentivato all’utilizzo della moneta elettronica non solo i giovani adulti, ma anche quei soggetti, magari un po’ più in là con gli anni, che sino a qualche anno erano piuttosto reticenti all’utilizzo degli strumenti elettronici di pagamento. 

Le esigenze e gli obblighi delle attività commerciali

La rivoluzione digitale nel mondo dei pagamenti elettronici è stata ancor più significativa nel comparto delle attività commerciali, che devono rispettare specifici obblighi normativi. Dal 30 giugno 2022, infatti, nel nostro paese è obbligatorio che tutti gli esercenti debbano accettare i pagamenti elettronici tramite POS; viceversa, sono previste sanzioni pecuniarie non indifferenti. Quest’obbligo normativo ha spinto molti commercianti a dotarsi di terminali e sistemi di pagamento adeguati, con non poche difficoltà soprattutto per le micro-attività. 

Le esigenze di un’attività commerciale rispetto ai pagamenti digitali, infatti, si estendono ben oltre la semplice accettazione del pagamento. E grazie ai sistemi che consentono l’accettazione della moneta elettronica, i commercianti possono ottimizzare la gestione dei flussi di cassa grazie alla registrazione automatica delle entrate, utile anche per fini fiscali, oltre a poter fidelizzare ulteriormente la propria clientela integrando funzioni di raccolta punti, sconti e coupon. 

Nel recente passato, tuttavia, è cresciuta esponenzialmente l’esigenza di poter effettuare pagamenti rateali o dilazionati, soprattutto – ma non solo – per quelle attività che offrono beni e servizi di importo non contenuto. Ed è in questo contesto che si inseriscono piattaforme come Smallpay, che offrono soluzioni ad hoc per i titolari di qualsivoglia attività commerciale, agevolando il cliente nel pagamento del bene o servizio senza appesantire la gestione amministrativa dell’esercente. 

Quanto fin qui descritto fa ben comprendere come l’utilizzo del contante sia destinato inevitabilmente a scemare nel corso dei prossimi anni. Alcune analisi prevedono che entro i prossimi dieci anni diverrà residuale, come, di fatto, lo è già in alcuni paesi del Nord-Europa. In Italia, al momento, l’utilizzo del contante è ancora prevalente. Ma quanto accaduto nell’ultimo quinquennio, fa presagire che anche i consumatori italiani seguiranno questo grande trend globale. 

Redazione

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