Nel saluto finale di Luciano Spalletti alla panchina azzurra, l’Italia supera la Moldova per 2-0, ma la prestazione lascia aperti molti interrogativi. A segno Raspadori e Cambiaso, ma la partita è tutt’altro che dominata dagli Azzurri, spesso messi in difficoltà da una Moldova ordinata e pericolosa.
L’avvio è tutt’altro che convincente: al 9’ Nicolaescu trova il gol del vantaggio, poi annullato dal VAR per fuorigioco. È il primo segnale d’allarme di una serata complicata. L’Italia si affida a iniziative individuali, ma fatica a costruire azioni fluide. Solo al 40’ arriva il vantaggio con Raspadori, che sblocca il risultato su respinta della difesa moldava.
La ripresa si apre con i cambi: fuori Dimarco, dentro Orsolini, e spazio a Barella in mediana. Il raddoppio arriva al 65’ grazie a Cambiaso, servito proprio da Orsolini dopo una buona azione sulla destra. Ma anche dopo il 2-0, la Moldova continua a rendersi pericolosa: Donnarumma è decisivo in almeno tre occasioni, mentre l’Italia manca il colpo del definitivo 3-0.
Nonostante la vittoria, la prestazione non convince. Troppi rischi difensivi, poca incisività offensiva e un atteggiamento tutt’altro che dominante. In vista dei prossimi impegni, servirà molto di più. Spalletti chiude la sua avventura azzurra con un successo, ma il futuro resta tutto da costruire.
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