Esteri

L’obiettivo di Putin: conquistare metà dell’Ucraina entro il 2026, secondo un rapporto dell’ISW

Secondo l’Institute for the Study of War, l’esercito russo punta a controllare l’intera riva orientale del Dnipro e privare Kyiv dell’accesso al Mar Nero

Conquistare metà dell’Ucraina entro la fine del 2026. È questo l’ambizioso e allarmante obiettivo dell’esercito russo, secondo quanto riportato da alti funzionari ucraini e reso noto in un’analisi pubblicata dall’Institute for the Study of War (ISW). Il piano, attribuito a Putin, prevede una serie di avanzate militari strategiche mirate a consolidare il controllo sul territorio ucraino e a mettere in crisi la capacità difensiva e logistica di Kyiv.

Secondo il rapporto, la Federazione Russa punta a conquistare completamente gli oblast orientali di Donetsk e Luhansk entro il 1° settembre 2025, creando una zona cuscinetto lungo il confine settentrionale con l’Ucraina entro la fine dello stesso anno. Ma gli obiettivi non si fermano qui.

Il colonnello Pavlo Palisa, vice capo dell’ufficio presidenziale ucraino, ha illustrato a funzionari e giornalisti statunitensi una mappa che mostrerebbe le reali intenzioni del Cremlino: l’occupazione dell’intera area a est del fiume Dnipro, fino agli oblast di Odessa e Mykolaiv, entro il 2026. Una manovra che, se attuata, taglierebbe l’Ucraina fuori dal Mar Nero.

Le stime indicano che Mosca punterebbe a conquistare circa 222.700 chilometri quadrati di territorio ucraino supplementare, raggiungendo così un totale di 336.300 km² occupati – quasi il doppio rispetto ai circa 162.000 km² detenuti durante il primo mese dell’invasione su vasta scala iniziata nel 2022. Considerando che la superficie totale dell’Ucraina è di circa 603.500 km², si tratterebbe di oltre metà del Paese.

Il piano ipotizzato prevede inoltre la conquista della città di Zaporizhia entro il 1° settembre 2025, tappa fondamentale per supportare l’offensiva negli oblast di Donetsk e Luhansk. Tuttavia, l’ISW evidenzia forti dubbi sulla fattibilità di questo obiettivo, alla luce della lentezza con cui le truppe di Putin hanno avanzato negli ultimi mesi. Nella zona di Avdiivka, ad esempio, le forze russe hanno guadagnato solo 30-50 km in oltre un anno.

Inoltre, le forze dello “Zar” dovrebbero affrontare la cintura difensiva ucraina composta dalle città fortificate di Kostyantynivka, Kramatorsk e Slovyansk – un ostacolo che finora nessuna offensiva russa ha dimostrato di saper superare rapidamente. L’ultima battaglia urbana di dimensioni comparabili, quella di Bakhmut, durò un anno intero e si concluse nel maggio 2023 con gravi perdite per la Federazione.

Nonostante le ambizioni dichiarate, gli analisti dell’ISW sottolineano che il ritmo attuale dell’avanzata russa e le capacità logistiche dimostrate finora rendono estremamente incerta la possibilità di realizzare un simile piano nei tempi previsti.

Redazione

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