Primo Piano

Ibrido: «Ho smesso di combattere da solo»

Con il nuovo singolo “Ostaggio”, Ibrido spalanca una finestra sulla parte più profonda e vulnerabile di sé. Un brano nato in un momento di forte cambiamento, dove la parola “ostaggio” diventa metafora di un passato ingombrante, ma anche di una rinascita possibile attraverso la fede e la musica.

In questa intervista, l’artista riflette su cosa significhi portare dal vivo un brano così intimo, sul ruolo centrale del pubblico e sul valore di ogni esibizione, anche quelle più difficili. Dalle emozioni condivise con chi ascolta, fino alla costruzione di un nuovo percorso live, Ibrido ci accompagna nel cuore del suo processo creativo e umano.

Dopo un brano così intimo, come cambia il tuo approccio dal vivo?
Non mi sono mai posto la domanda, altrimenti avrei fatto l’autore e sarei rimasto a lavorare nel dietro le quinte.
Devi calcolare, quando metti a nudo le tue emozioni, un possibile giudizio

Hai mai esitato a portare “Ostaggio” sul palco, temendo l’impatto emotivo?
Quello può capitare certo in base alla situazione che hai davanti ma tendenzialmente, quando un pezzo lo porto a compimento, ho già affrontato questo step durante la composizione

Quanto è importante il contatto con il pubblico per sentirti “ascoltato davvero”?
È un tassello fondamentale.
Mi è capitato di ricevere feedback di persone che mi ringraziavano per aver scritto una canzone che poi sarebbe diventata la colonna sonora di un periodo della loro vita.
Tutto questo è gratificante, un privilegio da non dare per scontato.

Qual è stata l’esibizione più significativa della tua carriera finora?
Non ce n’è una in particolare, dai grandi palchi ai piccoli locali, sono tutte esperienze differenti e significative al tempo stesso.
La vera sfida è portarsi a casa la serata quando non hai davanti il pubblico che ti aspetti.
È capitato e devo dire che sono situazioni da cui impari parecchio.

Hai già in mente un tour o date speciali per presentare il singolo?
Sto lavorando con il mio team al dettaglio, affinché tutto questo si realizzi esattamente come lo visiono

Chiara Stanzani

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