Nel suo nuovo singolo, “Umani giorni”, Meron affronta una riflessione dolorosa e intima sul significato di una relazione che non è mai stata veramente tale. Fin dalle prime note, il brano dipinge una storia che nasce come un gioco, ma che con il tempo diventa un peso insopportabile. L’artista, che si è trovato a fare i conti con la fine di questo amore mai compreso, esplora l’impatto psicologico che un rapporto instabile può avere sull’anima, portandolo a un periodo buio di depressione.
Il brano, con la sua struggente melodia, narra i “momenti umani”, i gesti di affetto che Meron riusciva a percepire da parte della sua partner, ma che per lei rimanevano sfuggenti, mai pienamente compresi. Una metafora del nostro bisogno di essere visti e compresi, ma anche della solitudine che può nascere quando ci troviamo di fronte a relazioni in cui non c’è mai una vera connessione.
Hai raccontato che trovare il sound per “Umani giorni” è stato complesso: quali strumenti o sonorità ti hanno più aiutato?
Il pianoforte, gli archi e l’orchestra. Io ho cominciato a fare musica studiando pianoforte.
E tutta la mia essenza necessitava di trasferirsi proprio lì, non potevo fare altrimenti.
L’orchestra ha dato al pezzo un respiro particolare: ti piacerebbe esplorare ancora questo tipo di arrangiamento?
Assolutamente sì. Amo questo tipo di arrangiamenti. Essendo un appassionato di colonne sonore dove al centro c’è l’orchestra, mi piacerebbe tantissimo continuare a fare canzoni
verso questa direzione.
Come ti sei sentito ascoltando per la prima volta la versione definitiva del brano?
È il momento più bello della mia vita la chiusura di un brano. Sai la vivo come un privilegio il fatto di riuscire a trasformare il dolore in qualcosa di buono che può essere di conforto a chi è in ascolto e se riesco nell’intento, mi fa veramente piacere, perché l’affetto ricambiato della mia gente è il senso del perché faccio musica
Hai avuto dei riferimenti o delle ispirazioni particolari durante la produzione?
No nessun riferimento in particolare,ho semplicemente ricercato il vestito più adatto al brano, io penso che siano sempre le canzoni stesse a scegliere l’abito
Pensi che la scelta sonora influenzi anche la percezione emotiva del testo?
Sì certo.Questa canzone nasconde un dolore troppo forte,non sarebbe potuto arrivare così tanto con un arrangiamento up-tempo,com’era all’inizio ad esempio,doveva per forza venire fuori come una ballata
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