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Chiesa al Liverpool: storia di un’avventura mai decollata

L’esterno azzurro ha vissuto una stagione nell’ombra ad Anfield, con una sola presenza da titolare in Premier e un rapporto difficile con Slot che preannuncia un probabile ritorno in Serie A

Da eroe dell’Europeo a oggetto misterioso della Premier League. La parabola inglese di Federico Chiesa ha assunto i contorni di una storia d’amore mai sbocciata, un talento incompreso in una delle vetrine più prestigiose del calcio mondiale. Una sola partita da titolare in tutta la stagione – quella all’Amex Stadium contro il Brighton, quando il Liverpool aveva già virtualmente conquistato il titolo – racconta più di qualsiasi statistica la difficoltà dell’ex Juventus ad inserirsi nei meccanismi della squadra di Arne Slot.

Un feeling mai nato con il tecnico olandese

La sensazione, sempre più concreta col passare dei mesi, è che Chiesa non sia mai stato una scelta del nuovo allenatore del Liverpool. Le dichiarazioni rilasciate da Slot poco dopo l’arrivo dell’italiano, in cui parlava di un giocatore “non pronto per il massimo campionato inglese”, avevano già fatto presagire un percorso in salita. Parole sorprendenti considerando che le qualità universalmente riconosciute a Chiesa – velocità, resistenza e spirito combattivo – sono proprio gli elementi caratteristici del calcio d’oltremanica.

Il tecnico olandese ha persino ripensato il ruolo del giocatore, schierandolo come centravanti nell’unica occasione in cui gli ha concesso una maglia da titolare. “Credo sia la posizione più adatta a lui, più vicino alla porta dove può sfruttare la sua capacità di andare al tiro”, ha spiegato Slot, con una visione tattica che difficilmente trova riscontro nel passato di Chiesa, sempre brillante come esterno offensivo o seconda punta.

Il futuro: ritorno in Italia all’orizzonte

A 27 anni, Federico si trova a un bivio fondamentale della sua carriera. Nonostante il trasferimento a titolo definitivo alla corte dei Reds, appare sempre più probabile un suo ritorno in Serie A, magari già nella prossima finestra di mercato. Le recenti dichiarazioni di Slot sembrano confermare questa possibilità: “Chiesa come altri giocatori che hanno avuto meno spazio non ha nulla da dimostrarmi. Io li ho visti tutto l’anno in allenamento, li ho visti giocare per noi o per altri club. Federico ha una carriera che parla per lui. Credo che siano più loro a dover dimostrare di poter giocare in questo club a loro stessi”.

Parole diplomatiche che nascondono malamente una bocciatura tecnica, rendendo sempre più concreta l’ipotesi di un addio anticipato al Liverpool.

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Le possibili destinazioni in Serie A

Il nodo principale per un ritorno in Italia rimane l’ingaggio di 7,5 milioni a stagione, cifra proibitiva per i club di Serie A. La formula più plausibile appare quella del prestito con una compartecipazione del Liverpool al pagamento dello stipendio, scenario che aprirebbe le porte a club come Milan e Roma, che già nello scorso mercato di gennaio avevano mostrato interesse per l’azzurro.

Come insegna l’esperienza del Vicenza nei playoff, la preparazione tattica e l’adattamento al sistema di gioco sono elementi fondamentali per il rendimento di un calciatore, fattori che per Chiesa sono mancati nella sua esperienza inglese ma che potrebbero ritornare in un contesto calcistico più familiare come quello italiano.

Un patrimonio da rivalutare

Al di là delle valutazioni tecniche di Slot, resta il fatto che stiamo parlando di un calciatore che è stato decisivo per la vittoria dell’Italia agli Europei e che fino a poco tempo fa era considerato uno dei talenti più cristallini del calcio italiano. Chiesa ha urgente bisogno di ritrovare continuità di impiego per dimostrare ancora il suo valore e per non perdere ulteriormente posizioni nella gerarchia della Nazionale.

Una nuova pagina della carriera di Chiesa sembra pronta ad essere scritta, probabilmente lontano da Anfield Road. E se la Premier League non ha saputo valorizzare le sue qualità, la Serie A potrebbe essere il palcoscenico ideale per la sua rinascita. Milan e Roma restano alla finestra, consapevoli che con il giusto impiego tattico – certamente non da centravante – Federico potrebbe tornare rapidamente ai suoi livelli migliori.

Il talento non si discute, la condizione fisica nemmeno. Manca solo la fiducia e la continuità che ad Anfield, per varie ragioni, non ha mai trovato. E per un campione come lui, ancora nel pieno della maturità calcistica, è arrivato il momento di riprendere in mano il proprio destino.

Redazione

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