Calabria

Maierato. Pino Cinquegrana, il docente che ha fatto della scuola un ponte tra i mondi

Intervista a Pino Cinquegrana docente di lingue straniere al Liceo “Capialbi” di Vibo Valentia

Nel percorso scolastico di ogni studente, capita talvolta di incontrare un docente che lascia un segno profondo, non solo per le competenze trasmesse, ma soprattutto per la capacità di instaurare un legame umano, autentico e significativo. L’affetto che gli studenti sviluppano nei confronti di un insegnante può essere il risultato di diversi fattori: empatia, dedizione, rispetto reciproco e una comunicazione sincera. Questo legame, spesso sottovalutato, gioca un ruolo fondamentale nell’apprendimento e nella crescita personale degli studenti.

Quali sono state le sue passioni nella crescita culturale e professionale?

Alcune cose mi sono da sempre interessati nella vita: la storia antica e il mito classico, (mos maiorum), la storia della medicina, l’emigrazione calabrese in Europa e nelle Americhe, l’insegnamento delle lingue straniere (Inglese, tedesco, francese, cinese). Motivare i miei studenti nel valore dello studio, spesso anche con competizioni linguistico-culturale (specialmente nella lingua inglese e cinese). Ho fatto anche il docente tutor per docenti laureati dell’Unical e della Unime. Anche in questo caso è stata una grande esperienza al punto che alla fine è nato anche l’idea di pubblicare un volume di inglese per il corso di Scienze Umane.

Come è riuscito in questo approccio empatico con gli studenti?

Un grande contributo umano l’ho ricevuto in famiglia, da mia madre in particolare: poi, è stato tutto un cammino di periodi di aggiornamento su: Metodologie, tecniche di insegnamento della lingua straniera e processi di apprendimento e valutazione. Tutto ciò mi ha permesso di portare entusiasmo ai miei discenti nello studio della lingua inglese, riuscendo negli anni a costruire progettualità innovative e ottenendo riconoscimenti di best practice. Spesso ho svolto anche la funzione di docente formatore per docenti!

Come la vedono i suoi studenti di ieri di oggi?

Questo mio processo educativo e formativo, nel tempo, i miei studenti lo hanno voluto ricambiare con diversi pensieri scritti di stima che, per un insegnante, è grandissima soddisfazione poiché si traduce in un lavoro ben fatto al punto che vede i propri studenti iscriversi nel corso di laurea in lingue perché vogliono essere come il proprio docente.

Cosa le hanno scritto e le scrivono?

Ho incontrato Giovanna, oggi docente di lingua inglese anche lei, che soddisfatta mi comunica che si è laureata in lingue a Messina e la sua prof le chiese, a suo tempo, dove e con chi ha studiato al superiore la lingua e la letteratura inglese. Soddisfatta gli ha detto il mio nome.

Paolo : ho deciso di studiare cinese a Londra, senza la vostra carica non avrei mai fatto questa scelta e fare questa grande scommessa di cambiare quel mio desiderio iniziale di fare l’ingegnere come mio padre. Durante l’anno con i miei studenti, in modo integrativo abbiamo svolto anche attività teatrale in lingua come “Giulietta e Romeo due tamarri a Verona” che abbiamo portato anche in altre scuole calabrese è fortemente applaudito. Grande sorpresa quando una mia studentessa di tedesco Maria Teresa iscritta all’Università La Sapienza di Roma decide di laurearsi con una tesi dal titolo Die Zeit der Erinnerung und der Reise, die Immigration von Kalabrien nach America, uno dei miei libri di successo sulla storia dell’emigrazione dal titolo Italiano Il tempo della memoria e del viaggio, dalla Calabria in America, un immenso piacere poterla aiutare a realizzare lo studio di tesi. Oggi è una bravissima docente di tedesco.

In Conclusione della sua lunga carriera ormai riconosciuta in Italia e all’estero cosa si ripropone dopo la pensione?

Andrò in pensione nell’anno scolastico 2025/2026, intanto mi occupo di promozione della Cultura Italiana in America, Philadelphia (Usa) e quindi sposterò l’asse verso attività conferenziali, pubblicazione di nuovi testi sull’emigrazione.

C’è qualcosa che rimpiange in questo suo finale lavorativo?

Non avere potuto concretizzare presso il Liceo Capialbi di Vibo Valentia, dove lavoro, il percorso di lingue orientali (russo, arabo, giapponese e cinese, anche se quest’ultima lingua è curriculare da tempo, accanto a quello europeo: inglese, tedesco, francese e spagnolo che va alla grande); ed infine promuovere un corso per interprete che avrebbe dato alla città di Vibo Valentia la più grande immagine internazionale di sempre. Spero, comunque, che qualche altro docente possa intraprendere questa strada.

Redazione

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