Un nuovo capitolo si apre nel panorama del lavoro e della formazione in Italia con la conclusione della prima edizione del Corso gratuito di Alta Formazione in Social Impact Management, promosso dalla Fondazione Antonio Emanuele Augurusa. Una vera e propria rivoluzione culturale e professionale, capace di proiettare nel futuro il concetto stesso di responsabilità sociale, attraverso la nascita di una nuova figura: il Social Impact Manager.
Il progetto, frutto di una sinergia tra pubblico, privato e mondo accademico, ha riscosso un successo di risonanza nazionale. Co-organizzato con Randstad Italia e il Movimento Giovani dell’UCID, ha visto il coinvolgimento di prestigiose università italiane come LUMSA, Sapienza, Università Europea di Roma e Mercatorum, oltre al sostegno istituzionale di enti come Unioncamere, Federmanager Giovani e i Ministeri del Lavoro e dell’Università. Il tutto con il patrocinio della Regione Calabria e il supporto dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della CEI.
A rendere possibile questa sfida formativa è stato in primis l’impegno visionario della Fondazione Augurusa e il contributo determinante di Randstad, rappresentata dal Group CEO Marco Ceresa: «La nascita dei primi Social Impact Manager rappresenta un traguardo di cui siamo profondamente orgogliosi. Questa iniziativa intende formare leader capaci di coniugare competenze manageriali e sensibilità verso l’impatto sociale».
Ma cosa fa davvero un Social Impact Manager? A delinearne il profilo è Renato Loiero, Consigliere Economico del Presidente del Consiglio e Presidente del Board of Trustees della Fondazione: «È un professionista chiamato a definire strategie di impatto sociale, identificare aree di intervento, implementare progetti, misurare e valutare i risultati ottenuti, comunicarne gli effetti e costruire reti collaborative con tutti gli attori coinvolti. È una figura chiave per generare valore nelle imprese, nella Pubblica Amministrazione e nel Terzo Settore».
Dal 10 marzo, 27 studenti provenienti da tutta Italia e dall’estero si sono trasferiti in Calabria, a Filogaso (VV), dove si è svolto il percorso formativo intensivo di 300 ore, tra lezioni frontali e laboratori. Una formula residenziale gratuita, fortemente voluta dalla Fondazione, che ha rappresentato un’occasione di rigenerazione per il territorio e di scambio culturale con la comunità locale. Durante il percorso, i partecipanti hanno potuto confrontarsi con docenti e relatori di alto profilo, partecipare a Lectio Magistralis aperte al pubblico e vivere esperienze significative come la piantumazione simbolica di venti alberi per celebrare l’Earth Day.
A questo proposito, Mons. Mariano Crociata, Presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea (COMECE), ha sottolineato l’importanza di progetti formativi come questo: «È un bene per i giovani venire a contatto con questi mondi, così come è un bene per i territori poter accogliere proposte di alto valore che rompono gli schemi della marginalità. Puntare alla specializzazione ha un effetto a cascata sulle generazioni future e sullo sviluppo locale».
Tra gli interventi più significativi, anche quello di Kathleen Rogers, Presidente mondiale dell’Earth Day, che ha lodato l’impegno degli studenti: «Voglio congratularmi con voi per l’interesse dimostrato nello sviluppo sostenibile e per il vostro impegno nella promozione della Green Economy. Siete in prima linea nel ripensare modelli economici e sociali innovativi».
Sulla stessa linea, Massimiliano Falcone di Connect4Climate – World Bank Group, ha affermato: «La cultura della cura per il pianeta è la cultura dell’impresa del futuro. Il Social Impact Manager è l’unico manager possibile nel mondo che verrà. Complimenti alla Fondazione Augurusa per la visione strategica e la capacità di innovazione sociale».
Il banco di prova finale per i 27 corsisti è rappresentato dai Project Work, esito concreto del percorso formativo, attraverso i quali si contenderanno un tirocinio retribuito di sei mesi presso la Fondazione stessa. Un’opportunità concreta per mettere in pratica le competenze acquisite e proseguire un cammino professionale nel segno dell’impatto sociale.
«Non è stato solo un corso, ma un progetto sociale di educazione, sostenibilità e inclusione – spiega Francesco Augurusa, Presidente della Fondazione –. Un’esperienza che ha messo al centro i giovani, offrendo loro strumenti reali per affrontare le sfide del futuro. A breve nascerà la rete degli Alumni e l’associazione professionale di categoria, a conferma della volontà di strutturare e dare continuità a questa nuova figura».
Con questa iniziativa, la Fondazione Augurusa si conferma come un vero laboratorio di innovazione sociale, capace di rispondere alle sfide del nostro tempo con soluzioni concrete, inclusive e replicabili. E mentre già si lavora alla seconda edizione del corso, i primi Social Impact Manager d’Italia sono pronti a entrare nel mondo del lavoro con una missione ben chiara: generare valore condiviso, misurabile e sostenibile.
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