Calabria

Prestigioso Premio Nazionale “Segni di Pace” alla vibonese Marcella Mellea: un onore al servizio della cultura e della diplomazia internazionale

In una cerimonia dal profondo significato simbolico e valoriale, è stato conferito alla vibonese Marcella Mellea, docente di Lingua e Cultura Inglese e attiva Consigliera comunale, il Premio Nazionale “Segni di Pace”, istituito nel 2024 dalla Cattedra della Pace, sotto la direzione del dott. Renato Ongania. Un riconoscimento solenne che onora l’impegno per la diplomazia culturale e la promozione di una cultura di pace tra i popoli.

Il conferimento del Premio è stato comunicato alla professoressa Mellea con una lettera ufficiale del dott. Ongania, che ha voluto esprimere “viva stima e gratitudine” nei confronti della premiata per il suo costante impegno a favore del dialogo tra culture e del progresso civile. Il documento, trasmesso in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, svoltasi il 15 aprile 2025, è accompagnato dal Certificato ufficiale del Premio, emblema di un riconoscimento che si colloca in un contesto nazionale e internazionale di assoluto rilievo.

“Gentile Marcella Mellea – recita testualmente la missiva – in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, celebrata lo scorso 15 aprile, ho il piacere di trasmetterLe in allegato il Certificato del Premio ‘Segni di Pace’, conferito quale riconoscimento simbolico di diplomazia culturale a persone, enti e iniziative distintisi nella promozione attiva di una cultura di pace”.

La candidatura della professoressa Mellea, come specificato nella lettera, è stata valutata in conformità con i criteri previsti dal bando ufficiale del Premio, e successivamente approvata dal Comitato promotore guidato dalla Cattedra della Pace, autorevole istituzione che si distingue per la sua missione educativa e internazionale.

Un premio di valore universale

La seconda edizione del Premio “Segni di Pace” ha ottenuto il patrocinio morale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e si è svolta nell’ambito delle celebrazioni ufficiali. L’iniziativa ha coinvolto oltre 400 persone e 50 realtà internazionali – tra università, centri di ricerca e associazioni – dislocate in 71 Paesi. Tra le componenti più significative del patrimonio italiano riconosciute nel mondo, la diplomazia culturale emerge come un pilastro identitario, un’eredità morale e intellettuale da rigenerare e tramandare.

Il Premio si ispira al concetto di “Pace Positiva”, elaborato dall’Institute for Economics and Peace (IEP), che interpreta la pace non soltanto come assenza di conflitti, ma come presenza attiva di condizioni sociali e politiche che favoriscano resilienza, benessere, sviluppo sostenibile e prosperità condivisa. Una visione coerente con i principi fondanti della Repubblica Italiana, sanciti nell’articolo 11 della Costituzione, secondo il quale l’Italia “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e promuove la cooperazione internazionale per un ordine di pace e giustizia”.

Il messaggio del Direttore Ongania

“Nel congratularmi per il Suo meritevole impegno, che consideriamo un autentico ‘Segno di Pace’ – conclude il dott. Ongania – desidero ringraziarLa per aver preso parte a questa iniziativa e resto a disposizione per future collaborazioni”.

Parole che suggellano il valore di un riconoscimento destinato a personalità che, come Marcella Mellea, incarnano e diffondono una visione alta della cultura, come strumento di riconciliazione, di educazione e di promozione della dignità umana.

La Cattedra della Pace: un progetto educativo di respiro globale

La Cattedra della Pace, promotrice del Premio, è un Progetto educativo di alta formazione nato per supportare le Nazioni Unite nella diffusione di una cultura della pace, della dignità, dell’uguaglianza e del rispetto dei diritti umani. Il suo operato si focalizza in particolare sull’Obiettivo 16 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (SDG), che mira a promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, fornire accesso alla giustizia per tutti e costruire istituzioni efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli.

Il dott. Ongania, in qualità di Alumnus della University for Peace, l’Università istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è fortemente impegnato nella promozione dei programmi educativi dell’Ateneo, specialmente nei Master e nei corsi avanzati in Studi sulla Pace, coinvolgendo studiosi, attivisti e istituzioni di ogni parte del mondo.

Una protagonista del dialogo e della memoria

Il profilo di Marcella Mellea non è nuovo all’impegno civico e culturale. Di particolare rilievo è stato il suo ruolo nell’organizzazione della Giornata dei Giusti, celebrata a Vibo Valentia il 6 marzo scorso, in cui ha portato nella sua città una figura di livello internazionale: Miriam Jaskierowcz Arman, poetessa e pedagoga vocale statunitense di origine ebraica, figlia di sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti e già Ambasciatrice di Pace della Universal Peace Federation Italia.

L’evento, promosso dal Comune di Vibo Valentia, si è svolto presso l’Istituto Comprensivo I° Circolo Garibaldi-Buccarelli, ed è stato arricchito dall’accoglienza calorosa della Dirigente scolastica Domenica Cacciatore e dell’orchestra-coro della scuola. Alla manifestazione hanno partecipato autorità locali, tra cui l’assessore alla Pubblica Istruzione Vania Continanza, docenti, studenti e numerose personalità del mondo della cultura, come il poeta Michele Petullà, che ha proposto liriche composte appositamente in onore dei Giusti del Mondo.

Marcella Mellea e Miriam Jaskierowcz Arman

Una testimonianza che onora il Sud e l’Italia

La figura di Marcella Mellea si impone, in questo scenario, come modello di cittadinanza attiva, promotrice instancabile di valori universali attraverso un’azione quotidiana fatta di educazione, confronto, studio, memoria e impegno sociale. Il Premio “Segni di Pace” rappresenta dunque non solo un riconoscimento personale, ma un tributo collettivo a chi opera, anche lontano dai riflettori, per rendere il mondo un luogo più giusto, inclusivo e umano.

In un tempo segnato da conflitti, tensioni e disuguaglianze crescenti, riconoscimenti come questo riaffermano con forza l’importanza della cultura come strumento essenziale per la costruzione di ponti tra le differenze, per l’educazione dei giovani e per la difesa della dignità umana.

Con il suo impegno, Marcella Mellea dà voce a quel Sud laborioso e colto, che spesso lavora in silenzio ma che sa elevarsi alla ribalta nazionale quando i valori profondi vengono riconosciuti e premiati. Un Segno di Pace, che da Vibo Valentia parla al mondo intero.

Redazione

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