Si è conclusa nel peggiore dei modi la drammatica vicenda dei due vigili del fuoco dispersi da ieri durante un’escursione sulle montagne della Maiella, in Abruzzo. I corpi senza vita di Nico Civitella, 43 anni, originario di Guardiagrele, ed Emanuele Capone, anch’egli 43enne, residente a Chieti, sono stati ritrovati questa mattina in una zona impervia del torrente Avello, nel territorio del comune di Pennapiedimonte. La notizia è stata confermata dal sindaco Rosalina Di Giorgio, che ha seguito da vicino le operazioni di soccorso.
I due pompieri, entrambi in servizio presso il comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Chieti, si trovavano fuori servizio e avevano deciso di trascorrere la giornata del 30 aprile con altri due colleghi, Giulio De Panfilis, 32 anni, e Gabriele Buzzelli, 48 anni, in un’escursione nella zona di Balzolo, nota per i suoi paesaggi spettacolari ma anche per la difficoltà di alcuni sentieri.
Secondo quanto ricostruito, durante il percorso i quattro escursionisti si sarebbero trovati in un tratto particolarmente scivoloso e impervio nei pressi del fiume Avello. In circostanze ancora da chiarire, Civitella e Capone sono precipitati in una forra profonda e di difficile accesso. I due colleghi che erano con loro sono riusciti a dare l’allarme e sono stati successivamente tratti in salvo dalle squadre di soccorso. Uno dei due, lievemente ferito, è stato trasportato per accertamenti all’ospedale di Chieti, ma le sue condizioni non destano preoccupazione.
Le ricerche sono scattate immediatamente dopo la segnalazione, poco dopo le 19 di martedì 30 aprile, su disposizione del prefetto di Chieti, Gaetano Cupello. A partecipare alle operazioni di soccorso sono state diverse squadre specializzate dei Vigili del Fuoco, unità del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, oltre a volontari della Protezione Civile. I rinforzi sono arrivati anche da fuori regione: unità operative provenienti da Marche, Umbria e Lazio hanno raggiunto l’Abruzzo per dare supporto nelle operazioni di ricerca.
Le condizioni meteo non favorevoli e la complessa morfologia del terreno hanno rallentato le attività. Soltanto all’alba del 1° maggio, dopo ore di lavoro incessante, i soccorritori sono riusciti a individuare i corpi dei due vigili in fondo alla forra scavata dal torrente Avello.
Il recupero delle salme è stato particolarmente complicato. Le squadre hanno dovuto calarsi lungo i pendii rocciosi e attraversare zone scoscese. Dopo il ritrovamento, i corpi di Civitella e Capone sono stati spostati fino a un’area relativamente accessibile, dove è potuto intervenire l’elicottero del 118 per il trasferimento all’obitorio dell’ospedale di Chieti.
Durante le operazioni erano presenti anche unità di supporto psicologico dei Vigili del Fuoco, accorse per assistere sia i colleghi coinvolti che i familiari delle vittime. Alcuni parenti, arrivati sul posto in attesa di notizie, sono stati colti da malore alla conferma del tragico esito e sono stati assistiti dal personale sanitario presente.
La notizia della morte di Civitella e Capone ha suscitato profonda commozione in tutta la regione e nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci ha espresso il suo cordoglio: “Esprimo la sincera vicinanza mia e della Protezione Civile italiana alle famiglie dei due vigili del fuoco e al Corpo nazionale, per la loro tragica scomparsa avvenuta in Abruzzo”.
Anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha voluto ricordare i due pompieri con parole sentite: “Oggi piangiamo la tragica scomparsa di due Vigili del Fuoco in provincia di Chieti. La notizia mi addolora profondamente. Ai loro familiari, ai colleghi e a tutto il Corpo dei Vigili del Fuoco va la mia più sincera vicinanza e gratitudine per il valore umano e professionale che hanno sempre rappresentato”.
Nico Civitella ed Emanuele Capone erano colleghi stimati e benvoluti. Il primo, originario di Guardiagrele, lascia una moglie e due figli piccoli. Era conosciuto per il suo impegno professionale, la disponibilità verso tutti e la passione per la montagna. Anche Emanuele Capone, residente a Chieti, era un amante della natura e della vita all’aria aperta. I due avevano già effettuato diverse escursioni in zona, ma nulla lasciava presagire l’esito tragico di quella che doveva essere una giornata di svago.
In tanti oggi, sui social e nei gruppi della comunità locale, ricordano i due amici scomparsi. Colleghi, amici e semplici cittadini li descrivono come “uomini generosi, sempre pronti ad aiutare”, “angeli custodi in uniforme” che hanno dedicato la loro vita a salvare quella degli altri.
A Pennapiedimonte e nei paesi limitrofi il dolore è palpabile. Il sindaco Rosalina Di Giorgio, che ha seguito passo passo l’evolversi della vicenda, ha dichiarato: “Siamo devastati. Due vite spezzate in modo assurdo. Come comunità ci stringiamo alle famiglie e ai colleghi che stanno vivendo ore terribili”.
Anche il sindaco di Guardiagrele, paese natale di Nico Civitella, ha espresso il cordoglio dell’amministrazione comunale e ha annunciato che nei prossimi giorni sarà proclamato il lutto cittadino.
La tragedia riaccende i riflettori sull’importanza della sicurezza in montagna, anche per gli escursionisti esperti. Le autorità locali e i rappresentanti del Soccorso Alpino invitano tutti coloro che frequentano i sentieri di montagna, soprattutto quelli meno battuti e più tecnici, a pianificare accuratamente le escursioni, monitorare le condizioni meteo e a non sottovalutare mai il rischio.
Nonostante l’esperienza e la preparazione dei quattro vigili del fuoco coinvolti, la natura imprevedibile dell’ambiente montano ha avuto la meglio. La vicenda conferma quanto anche i più preparati possano trovarsi in situazioni di pericolo.
Nei prossimi giorni saranno celebrati i funerali di Nico Civitella ed Emanuele Capone. Si prevede una grande partecipazione, non solo da parte dei colleghi del comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Chieti, ma anche di rappresentanti istituzionali, volontari della Protezione Civile e semplici cittadini.
Sarà l’occasione per l’intera comunità abruzzese di stringersi intorno alle famiglie distrutte da un dolore immenso, per ricordare due uomini che hanno incarnato ogni giorno i valori più alti del servizio pubblico e della solidarietà.
Due eroi silenziosi, come tanti che operano nell’ombra e che oggi non torneranno più a casa.
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