Politica

Perugia, solidarietà a Margherita Scoccia: serve un segnale forte contro l’odio in rete

“Perugia merita di più”, verrebbe da dire osservando quanto accaduto in questi giorni. Margherita Scoccia, capogruppo del centrodestra in consiglio comunale, è stata vittima di una serie di attacchi personali e virulenti sui social a seguito di alcuni suoi interventi politici.

A colpire positivamente è stato il gesto del sindaco Vittoria Ferdinandi, che ha espresso pubblicamente la propria solidarietà a Scoccia, stigmatizzando le offese ricevute e proponendo un’azione concreta: un impegno comune per portare nelle scuole il valore del rispetto del pensiero altrui. Un’iniziativa che, se portata avanti, sarebbe un esempio concreto di civiltà, oltre ogni appartenenza politica.

È questo il volto di Perugia – e dell’Italia – che i cittadini si aspettano: una comunità che ripudia l’odio e promuove il confronto civile. Per questo motivo cresce l’auspicio che alle dichiarazioni di principio seguano atti concreti: un dibattito pubblico in consiglio comunale, ad esempio, per condannare senza ambiguità l’odio online e riaffermare la centralità del rispetto nella vita democratica.

La questione travalica gli schieramenti politici: riguarda l’immagine stessa di una città che, negli ultimi anni, ha visto cambiare il proprio volto politico. Meno di un anno fa, quasi il 50% degli elettori perugini ha dato fiducia a Margherita Scoccia e al centrodestra, dopo un decennio di governo della città. Il centrodestra, dunque, non è una minoranza marginale a Perugia, bensì una componente radicata e vitale della sua comunità.

Non può non destare perplessità “il non esporsi troppo” di tutte le forze politiche di centrodestra di fronte agli attacchi subiti da una loro esponente. Perché non è stato promosso un ordine del giorno in consiglio comunale per esprimere una condanna ufficiale? Perché manca una reazione corale anche da parte del “popolo” di centrodestra? Strategia, calcolo politico, timore di esporsi? Sono interrogativi a cui occorre dare risposta.

Quando si attacca un cittadino, ancor più se riveste un ruolo istituzionale, si ferisce l’intera comunità. Oggi la vittima è Margherita Scoccia, domani potrebbe essere chiunque altro. Isolare, condannare e punire l’odio deve essere una priorità, senza se e senza ma.

Redazione

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