Umbria

Perugia. Università in presenza e caro-affitti: Gammaitoni rilancia l’allarme sulle difficoltà degli studenti fuori sede

“L’università vera si vive in presenza, ma il diritto allo studio è sotto attacco a causa di un mercato immobiliare sempre più insostenibile”. Con queste parole, Luca Gammaitoni – docente universitario, candidato al Rettorato dell’Unipg per il prossimo sessennio – in una nota punta i riflettori su uno dei nodi cruciali della vita studentesca: la difficoltà di trovare un alloggio a prezzi accessibili, soprattutto per chi proviene da fuori sede. Un problema ben noto agli universitari fuori sede che scelgono Perugia.

A quasi due anni dalla mobilitazione che nel maggio 2023 aveva acceso i riflettori sulla questione abitativa, Gammaitoni denuncia come “le prospettive di miglioramento restino ancora troppo scarse”. Il riferimento è all’obiettivo del PNRR, che prevedeva la creazione di 60.000 nuovi posti letto negli studentati entro giugno 2026. Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), al momento ne sono stati finanziati soltanto 21.511.

“Che fosse un traguardo difficile da raggiungere lo si sapeva – scrive Gammaitoni – basti pensare che in vent’anni di edilizia pubblica sono stati realizzati meno di 40.000 alloggi. Ma la volontà di migliorare le condizioni abitative degli studenti era concreta e meritava supporto”.

Per affrontare la crisi, il professore propone tre linee d’azione. In primis, una regolamentazione seria del mercato degli affitti brevi, oggi “una specie di far west”. In secondo luogo, la semplificazione dei bandi PNRR per l’edilizia studentesca, per attrarre più investitori e imprese, accogliendo con favore l’eliminazione di alcuni vincoli annunciata dalla commissaria straordinaria Manuela Manenti. Infine, Gammaitoni invita a coinvolgere i Comuni nella stipula di accordi con i proprietari privati per rendere disponibili – con garanzia pubblica – quegli appartamenti attualmente sfitti.

“Frequentare corsi e laboratori non può essere un privilegio – conclude – ma deve restare un diritto concreto e accessibile a tutti, perché l’università è prima di tutto una comunità che condivide esperienze, conoscenze e idee”. E come dargli torto?

Redazione

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