Gli Sviet Margot debuttano con una reinterpretazione toccante di “Stay On These Roads”, il celebre brano degli anni ’80 degli A-ha. Questa nuova versione, guidata dalla voce cristallina di Tiziana Giudici, cattura l’essenza romantica del brano originale con un twist moderno. Il singolo segna un momento di trasformazione per la band, abbracciando sonorità completamente elettroniche e un arrangiamento magistralmente curato da Antonio Aronne.
Come è nata l’idea di reinterpretare “Stay On These Roads” degli A-ha per il vostro nuovo singolo?
Abbiamo notato come molti artisti famosi si sono cimentati in brani di altri. Abbiamo pensato che cimentarsi in qualcosa scritto da altri reinterpretandolo a modo nostro, potesse esse una bella sfida da affrontare, per cui abbiamo prodotto questo brano ed altri che seguiranno, perché dalla sperimentazione di uno ci siamo appassionati e divertiti moltissimo! La scelta di questo brano degli A-HA nasce dal fatto che ci è sempre piaciuto moltissimo e che fosse un brano per cui valesse la pena affrontare questa sfida.
Qual è stato il processo creativo dietro questa versione completamente elettronica del brano?
Abbiamo portato all’estremo un processo creativo che avevamo già iniziato nel nostro terzo album “Into the badlands” in cui strumenti acustici si mescolavano bene con strumenti elettronici, ed ecco che l’elettronica ha preso il sopravvento!
Il videoclip di “Stay On These Roads” rende omaggio all’eredità del papà di Tiziana. Come è nata l’idea di integrare questo tema tecnologico nel video?
Il bravo videomaker Simone Serafini, ci ha chiesto cosa piacesse a papà, per meglio dedicargli il brano; papà ha progettato e amato le sue antenne e questi mezzi in grado di connettere il mondo con la radio, ed ecco il tema che era doveroso affrontare. Poi Simone ha fuso magicamente questo tema, che per sua natura poteva essere freddo, con scene di natura, da lì riteniamo che sia scaturita una particolare magia, tutt’altro che scontata.
Come descrivereste il sound raffinato e magico che Antonio Aronne ha prodotto per questa canzone?
Lo descriviamo come l’ottima esposizione che Antonio ha saputo dare alle nostre interpretazioni e creazioni, ha valorizzato ciò che avevamo nella testa e soprattutto nel cuore di quel periodo.
Qual è il messaggio principale che desiderate trasmettere con questa reinterpretazione di un classico così amato degli anni ’80?
Che gli anni ’80 sono, almeno per noi, intramontabili! Tanti artisti e brani da seguire e amare per creare canzoni di un contesto sociale molto diverso, in cui sembra che l’individualità abbia preso il sopravvento a valle del periodo covid.
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