Cultura

Intervista all’Arch. Piero Luigi Carcerano sul Parco di Innovazione Industriale di Zibo

L’Architetto torinese Piero Carcerano ha recentemente ricevuto il prestigioso Gold Award Qilu Cap per i suoi innovativi Ponti Ecologici a Zibo, in Cina, un ulteriore riconoscimento alla sua visione sostenibile e al suo talento.

Situato nella città di Zibo, nella provincia di Shandong, il nuovo progetto del Parco di Innovazione Industriale di Zibo si distingue per il suo approccio all’architettura sostenibile e la sua attenzione alle questioni ambientali. Il Centro di lavorazione industriale, cuore del parco, si inserisce in una zona industriale strategica, soggetta a vincoli e trasformazioni, rappresentando un esempio di rigenerazione consapevole e continuità progettuale, Di seguito, esploriamo con l’architetto Carcerano i principi, le sfide e le visioni che hanno guidato questa opera straordinaria.

Architetto Carcerano, il Parco di Innovazione Industriale di Zibo è stato descritto come un progetto guidato dall’architettura sostenibile e dalle questioni ambientali. Quali sono stati i principi fondamentali che ha seguito nella sua progettazione?

Il progetto nasce dalla volontà di rispondere alle urgenze ambientali con un’architettura che sia al contempo funzionale e responsabile. Abbiamo puntato su materiali ecocompatibili, come il cemento a basso impatto e componenti modulari riutilizzabili, integrando soluzioni come pannelli solari e sistemi di recupero dell’acqua piovana. La sostenibilità per me non è solo tecnica, ma un principio culturale che guida ogni scelta progettuale valorizzando le identità produttive locali e il loro potenziale evolutivo.

ICID (Italy China International Design) di Zibo è l’ente responsabile per il coordinamento del progetto e delle fasi di realizzazione.

Il parco si trova in una zona vincolata del centro città di Zibo. Come ha affrontato la sfida di integrare un progetto moderno e sostenibile in un contesto urbano così delicato?

In realtà si tratta di un’area industriale che conserva tuttavia una forte connessione con il tessuto urbano e produttivo della città
Progettare in un contesto vincolato significa cercare armonie nuove senza forzature. Ho interpretato i vincoli come occasione per riconoscere l’eredità industriale del luogo e trasformarla in un linguaggio attuale. Il Centro di lavorazione si inserisce con misura, con un design che reinterpreta l’archetipo industriale secondo logiche di leggerezza, apertura e permeabilità. Gli spazi aperti e le connessioni visive rafforzano questo legame, trasformando l’area in un nuovo spazio di relazione.

 

Arch. Piero Carcerano – www.frontieredesign.com

Lei ha sottolineato che il parco è un esempio di “rispetto e continuazione dello sviluppo del centro città”. Può spiegarci come questo si riflette nel design e nelle funzioni del progetto?

Il parco è pensato come un ecosistema attivo, non come un elemento estraneo. Il Centro di lavorazione offre spazi per la ricerca e la produzione, ma anche aree pubbliche che invitano la comunità a partecipare. Il design utilizza linee essenziali e materiali che evocano la materia industriale originaria, mentre le funzioni – come i laboratori e le zone verdi – supportano lo sviluppo economico e sociale, continuando il percorso di crescita della città in modo sostenibile.

Arch. Piero Carcerano – www.frontieredesign.com

La cooperazione internazionale è un altro aspetto chiave del progetto. Come ha influenzato la sua visione di sostenibilità?

Collaborare con realtà come ICID (Italy China International Design) ha arricchito il progetto con prospettive diverse. La sostenibilità si è nutrita di questo dialogo: abbiamo adattato tecnologie italiane, come l’illuminazione a basso consumo, alle esigenze climatiche di Shandong, imparando anche dalle tradizioni locali di costruzione. È stato un processo di integrazione culturale, che ha reso il parco un esempio di come la cooperazione possa generare architetture condivise ma profondamente radicate. 

Arch. Piero Carcerano – www.frontieredesign.com

Quali sono state le maggiori sfide ambientali che ha dovuto affrontare durante la realizzazione del parco?

Zibo ha un passato industriale che porta con sé problemi come l’inquinamento del suolo e dell’aria. Abbiamo affrontato queste sfide con un piano di bonifica iniziale e l’integrazione di sistemi di purificazione negli edifici. Inoltre, dovevamo garantire efficienza energetica in un parco operativo tutto l’anno: abbiamo combinato soluzioni passive, come l’orientamento strategico delle strutture, con tecnologie attive, come i sistemi di ventilazione avanzati, per ridurre l’impatto ambientale.

Lei ha recentemente ricevuto il Gold Award Qilu Cap per i Ponti Ecologici a Zibo. Come questo riconoscimento si collega al suo lavoro sul Parco di Innovazione Industriale?

Il Gold Award Qilu Cap è un onore che celebra la mia visione di un’architettura che unisce ecologia e funzionalità, un filo conduttore che lega i Ponti Ecologici al Parco di Innovazione Industriale. Entrambi i progetti nascono dalla stessa filosofia: usare il design per migliorare l’ambiente e la vita delle persone. I ponti, con le loro strutture verdi, non sono semplici infrastrutture ma architetture che interagiscono con il territorio, rafforzando l’idea di Zibo come città sostenibile.

Arch. Piero Carcerano – www.frontieredesign.com

Guardando al futuro, come pensa che il Parco di Innovazione Industriale di Zibo possa ispirare altri progetti di architettura sostenibile?

Spero che il parco dimostri che la sostenibilità è possibile ovunque, anche in contesti industriali complessi. Vorrei che ispirasse architetti e amministratori a investire in progetti che non solo rispondano ai bisogni immediati, ma che costruiscano un futuro migliore. Zibo dimostra che anche da un’area produttiva può nascere un nuovo paesaggio urbano, rispettandone l’anima e aprendola a nuove possibilità.

Arch. Piero Carcerano – www.frontieredesign.com

L’intervista con l’Arch. Piero Luigi Carcerano ci ha offerto uno sguardo privilegiato sul Parco di Innovazione Industriale di Zibo, un progetto che incarna sostenibilità, innovazione e rispetto per il contesto urbano. Con il recente Gold Award Qilu Cap per i Ponti Ecologici, Carcerano conferma il suo ruolo di protagonista nell’architettura contemporanea, tracciando una via per un design che guarda al futuro senza dimenticare le radici del passato.

Redazione

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