Nel panorama della poesia contemporanea, “A tu per tu” di Domenico Nardo si presenta come un’opera di grande profondità e attualità. Questa raccolta poetica si distingue per il suo carattere intimista e riflessivo, portando il lettore in un dialogo costante con il mondo, con la fede e con la propria interiorità. L’autore, in questa sua terza esperienza letteraria dopo “Un raggio di sole” (2010) e “Amarsi per amare” (2012), propone una poesia che non si limita alla contemplazione, ma si fa strumento di analisi critica e di ricerca esistenziale. La presentazione della raccolta di poesie è curata da Mons. Giuseppe Fiorillo e l’introduzione da Maria Cecilia Tagliabue, da cui sono tratti interessanti spunti per descrivere questa opera del poeta vibonese, da leggere.
Il titolo stesso della raccolta suggerisce una dimensione di confronto diretto, “A tu per tu”, dove il poeta si relaziona con una pluralità di interlocutori: la natura, la società, la fede, ma anche il proprio io più profondo. Come sottolineato nell’introduzione di Maria Cecilia Tagliabue, questo “tu” non è mai un’entità fissa, ma cambia in funzione degli argomenti trattati, diventando a volte un richiamo universale, a volte un’intima confessione.
La poesia di Nardo si articola intorno a temi centrali quali la crisi della modernità, l’alienazione dell’uomo nel mondo contemporaneo e la ricerca di un significato più alto che possa dare senso alla vita. I suoi versi non si limitano a fotografare la realtà, ma suggeriscono percorsi di riflessione e di riscatto, spesso ancorati alla dimensione cristiana che pervade tutta la raccolta.
Uno dei temi più forti di questa raccolta è il legame con la natura, che Nardo descrive come un’entità minacciata dall’indifferenza e dalla superficialità dell’uomo moderno. In un passaggio emblematico, l’autore scrive:
“Non ho mai guardato il creato cogliendone la bellezza e la maestosità. Sono sempre stato distratto pensando rimanesse intatto.”
Questi versi racchiudono una delle riflessioni più forti del libro: la perdita della capacità di stupirsi davanti al creato e il rischio di considerarlo un elemento immutabile, quando invece esso è fragile e bisognoso di rispetto e tutela. Questo sguardo sensibile nei confronti dell’ambiente si accompagna a una visione critica del progresso, in particolare del dominio della tecnica sulle nostre vite. Qui, il riferimento a “L’uomo questo sconosciuto” di Alex Carrel appare particolarmente azzeccato, suggerendo che la modernità ha condotto a una progressiva disumanizzazione e a un impoverimento delle relazioni autentiche.
Un altro aspetto importante dell’opera è la riflessione sulla manipolazione genetica e sulla perdita di autonomia dell’individuo in una società che sembra predeterminare ogni aspetto della nostra esistenza. In una delle poesie più incisive della raccolta, Nardo scrive:
“Non ti danno il tempo di nascere e di crescere. Hanno già pensato al colore degli occhi e della pelle. Hanno già previsto come sarai, cosa farai, dove andrai e quanto guadagnerai.”
Questi versi trasmettono un senso di inquietudine profonda, sottolineando come l’uomo rischi di essere privato della sua unicità e della sua libertà di autodeterminazione. Il tema della manipolazione genetica si intreccia con una critica più ampia alla società contemporanea, dominata da logiche di controllo e da una crescente omologazione.
Un altro tema di grande attualità affrontato da Nardo è quello della solitudine generata dalla tecnologia. La dipendenza dai dispositivi digitali e la progressiva perdita del contatto umano emergono con forza nei seguenti versi:
“E poi non ho pace mentre fingo di essere felice con un video acceso e la mente spenta.”
Qui, il poeta mette in luce il paradosso dell’era digitale: mentre la tecnologia promette di connettere le persone, in realtà le isola, le aliena, le priva della capacità di vivere relazioni autentiche. La “mente spenta” diventa una metafora potente della condizione dell’uomo contemporaneo, sempre più assorbito da uno schermo e sempre meno presente nella realtà.
Nonostante la denuncia delle contraddizioni della società moderna, “A tu per tu” non è un’opera di disperazione. Al contrario, la poesia di Nardo si apre alla speranza, trovando nella fede un punto di riferimento essenziale. Come sottolinea Mons. Giuseppe Fiorillo nella presentazione del libro, l’autore invita il lettore a “dare valore alla bellezza della natura” e a “non essere dominati dai nostri appetiti, dalle mode passeggere, dalle paure”.
L’idea di un “oltre”, di un superamento delle difficoltà e delle incertezze attraverso un percorso spirituale, emerge con forza nei seguenti versi:
“Oltre l’intelletto e la passione per trovare l’infinito.”
Qui, l’autore richiama un concetto di profonda matrice cristiana: la ricerca di un senso che vada al di là della materialità e della contingenza storica. Il riferimento all’umanesimo cristiano di Papa Francesco appare chiaro: la centralità della persona, la misericordia, la necessità di rimettere al centro il volto dell’altro come specchio della presenza divina.
“A tu per tu” è una raccolta poetica che non si limita a essere un esercizio letterario, ma diventa un manifesto di riflessione e di consapevolezza. Con una scrittura limpida e diretta, Domenico Nardo offre al lettore una chiave di lettura della realtà contemporanea, suggerendo al tempo stesso una via di speranza e di riscatto spirituale.
Ogni poesia di questo volume si presenta come un invito al dialogo, alla riscoperta della bellezza, della verità e della fede. Un’opera che merita di essere letta con attenzione, non solo per la qualità dei suoi versi, ma per la profondità delle riflessioni che suscita. In un mondo sempre più frenetico e disorientato, la poesia di Nardo si offre come un faro che illumina il cammino di chiunque sia alla ricerca di un senso autentico dell’esistenza.
Estrapoliamo di seguito una delle poesie presenti nel Libro, da affidare ai nostri lettori, che invitiamo ad approfondire.
Una macchia d’inchiostro
sul foglio bianco
non è solo un tratto di penna,
è un pezzo di cuore
che si trasforma in parole.
Poesia
La penna va,
cammina su un foglio di carta,
su un percorso materiale e spirituale.
La senti tra le dita
con dolcezza infinita.
Mentre scorre lascia dei segni,
parole, ma è solo Amore.
Se senti che hai trovato la tua via
le parole diventan…
poesia.
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